Ci voleva un’inchiesta della magistratura per riavvicinare Silvio Berlusconi a Matteo Salvini. Il leader di Forza Italia, infatti, rompe il riserbo tenuto negli ultimi tempi nei confronti dell’ormai ex alleato e gli invia una nota di vicinanza dopo che la procura di Agrigento lo ha iscritto nel registro degli indagati per la vicenda della nave Diciotti. “Esprimo la mia vicinanza a Matteo Salvini la cui assurda ed inconsistente vicenda giudiziaria non potrà che avere un esito a Lui favorevole. Ancora una volta l’autorità giudiziaria è intervenuta su una vicenda esclusivamente politica su cui non dovrebbe minimamente interferire”, dice l’ex premier.

Forza Italia: “Indagine incomprensibile” – Difendono Salvini, quindi, anche le capogruppo di Forza Italia alla Camera e al Senato. “Ipotizzare la commissione di un reato da parte del ministro Salvini, appare davvero incomprensibile. Le norme costituzionali sul punto sono più che chiare ed evidenti. La decisione del ministro, condivisibile o meno, non può trovare sindacato da parte dell’autorità giudiziaria. Questo Parlamento e l’attuale maggioranza non potranno esimersi dall’affrontare e risolvere definitivamente le continue ingerenze della giustizia sulla politica”, dicono Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini.

Renzi: “Di Maio doppia morale”. Quando era lui a minacciare Ue – Attacchi al Movimento 5 stelle e a Luigi Di Maio – alleati di governo di Salvini – arrivano da Matteo Renzi e dal Partito democratico. “Non chiediamo a Di Maio di far dimettere #Salvini “in 5 minuti”. No! Noi diciamo solo a Di Maio che la sua #DoppiaMorale è una vergogna civile. E che manganellare via web gli avversari quando fa comodo non è politica, ma barbarie. Parlavano di onestà, dovrebbero scoprire la civiltà”, scrive su twitter l’ex segretario del Pd. Al quale un utente ricorda un suo tweet del 6 luglio 2017: “Tagliamo finanziamento a Paesi che non rispettano accordi su migranti. Loro chiudono i porti europei? Noi blocchiamo i rubinetti europei”, scriveva Renzi. Quasi lo stesso tenore della linea seguita in queste ore dal governo M5s – Lega e criticata da esponenti del Pd. All’interno del quale si registra l’ennesima crepa. Retwittando un post del segretario Maurizio Martina, l’ex condirettore di Repubblica e ora senatore dem Tommaso Cerno scrive: “Smettetela di fare retorica. Questo disastro è figlio di chi ha avuto in mano questo paese per 5 anni senza capirne il dramma profondo”.


Chiede l’intervento del guardasigilli Alfonso Bonafede, invece, il deputato dem Walter Verini: “Che altro deve accadere perché il Ministro della Giustizia Bonafede dica una parola a difesa della autonomia e della indipendenza della magistratura? Non ha battuto ciglio quando l’altro giorno un parlamentare leghista ha apertamente minacciato i magistrati. Non batte ciglio davanti alle gravissime parole intimidatorie e agli atteggiamenti di pericoloso conflitto istituzionale del Ministro dell’Interno Salvini”.

Le Pen: “Giudici vogliono togliere potere al popolo” – Gli attacchi dei dem al leader del Movimento 5 stelle sono legati al fatto che Di Maio ha difeso Salvini con un video su facebook. “C’è il codice etico dei ministri nel nostro contratto e secondo il codice etico dei ministri e del Movimento 5 stelle il ministro deve continuare a fare il ministro”. Di Maio, però, non ha evidentemente condivisto gli attacchi di Salvini alla magistratura e infatti avverte: “Non facciamo ripiombare questo Paese negli scontri tra procure, pm e politica.Non possiamo applaudire a quei pm che arrestano un mafioso e poi a uno stesso pm porta avanti un’inchiesta diciamo che non va bene. Noi abbiamo sempre detto che le istituzioni vanno rispettate”. Il ministro dello Sviluppo Economico ha anche replicato a chi nella notte gli ha ricordato di avere chiesto le dimissioni di Angelino Alfano, all’epoca ministro dell’Interno, indagato per abuso d’ufficio dalla procura di Roma. “Ma mica c’era bisogno di una indagine per chiedere le dimissioni di Alfano, ma noi dicevamo che Alfano di doveva dimettere in quanto tale, ne aveva fatte già abbastanza. Ora è un privato cittadino, non voglio infierire su di lui, ha scelto di non candidarsi come pochi altri. All’epoca ogni motivazione era buona per mandare a casa Alfano. Alfano doveva dimettersi in quanto Angelino Alfano“, sostiene Di Maio.  A difesa di Salvini anche Marine Le Pen. “Giudici che vogliono togliere il potere al popolo per appropriarsene indebitamente, si chiama ‘governo dei giudici‘ e non esiste solo in Francia … Supporto a Matteo Salvini e al popolo italiano”, è il tweet della leader del Front National