Lo sport può essere un ponte tra ciò che una persona è e quello che potrebbe diventare. I limiti possono essere trasformati in risorse per fare sì che più nulla possa impedire ad un atleta con disabilità di raggiungere il suo potenziale e realizzare i suoi sogni, riscrivendo così il proprio futuro. Coniugare divertimento, passione, perseveranza e valorizzazione delle potenzialità del singolo all’interno di un gruppo sono alcune delle principali finalità che blu Alikè A.S.D. Onlus persegue con le sue attività sportive dal carattere fortemente inclusivo. L’associazione organizza a Roma corsi integrati di nuoto e nuoto sincronizzato per giovani con disabilità intellettiva e relazionale, soprattutto persone con sindrome di Down, insieme a coetanei normodotati.

“Il nostro progetto – spiega a Ilfattoquotidiano.it Maddalena Casa, una delle fondatrici – è affascinante e ha al centro l’obiettivo di realizzare nel mondo dello sport quell’ideale di integrazione sociale che spesso si ottiene a fatica nella vita quotidiana”. I corsi si svolgono presso il Centro Federale di Pietralata e il Circolo delle Muse ai Parioli. “Non si tratta – aggiunge Casa – solo di corsi per ragazze con disabilità, insegnato ad altissimo livello con personale selezionato e qualificato: noi cerchiamo anche di valorizzare le peculiarità di ciascuno. Quando si esibiscono insieme è davvero difficile distinguere le une dalle altre”.

Grande merito va anche all’impegno delle allenatrici che riescono a non far percepire le tante difficoltà che ci sono , permettendo invece di accettare le differenze esistenti e creare poi rapporti di amicizia tra le partecipanti dei corsi in piscina. “È bellissimo stare insieme in acqua e imparare sempre cose nuove, siamo tutte brave e ci sentiamo delle sirenette. Facciamo sempre il tifo per ognuna e siamo contente quando una vince. Siamo grandi amiche, ci vediamo anche fuori, qualche volta e ci vogliamo bene”, dice al Fatto.it Maria Costanza, una delle ragazze che fa parte di una squadra di sincro. Il nuoto sincronizzato è uno sport molto complesso che necessita di diverse abilità come senso del ritmo, coscienza di sé, percezione dello spazio, capacità natatorie, doti fisiche, equilibrio, armonia, capacità di ascolto e di relazione. I corsi di blu Alikè si basano su di un’accurata attenzione a tutti questi aspetti.

“C’è chi ha la dolcezza e la grazie dei movimenti, chi la velocità, chi la scioltezza, chi l’equilibrio, chi l’espressività – racconta Ida Palange, la madre di Maria Costanza -. Ogni dote di ciascuna ragazza viene valorizzata e ognuna assume un ruolo attivo e da protagonista nel gruppo, di persona insostituibile e completamente alla pari. Anche l’atmosfera che si è creata tra noi genitori è esemplare – aggiunge Ida – perché ogni  ragazza è come se fosse figlia di ognuno di noi, ogni gioia e vittoria è la vittoria di  una nostra figlia, ogni difficoltà è affrontata e superata insieme con grande solidarietà”.

Il progetto dell’associazione è costituito da un team multidisciplinare. Ci sono istruttrici, psicologi dello sport, neurologi e operatori, in grado di supportare e relazionare il lavoro svolto, con quello delle allieve. “L’attenzione agli aspetti psicologici e neurologici e l’adozione di un metodo di insegnamento adattato, perché basato sulle caratteristiche della disabilità – spiega ancora  Maddalena Casa- è frutto di una continua ricerca che blu Alikè sta portando avanti in accordo e con una Convenzione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Corsi di Laurea Magistrale in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, Scienze e Tecniche dello Sport, Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, Physycal Activity and Health Promotion”.

Ida Palange sottolinea, in particolare, che c’è “una grande professionalità e determinazione nel raggiungimento degli obiettivi da parte delle allenatrici, inesauribile fantasia e capacità di rendere sempre nuovo e affascinante il lavoro da svolgere, con allegria e divertimento da parte delle ragazze. Alla base – aggiunge la madre di una delle ragazze che frequenta i corsi – c’è ciò che manca del tutto in altri contesti: la capacità di riconoscere in ogni individuo le sue abilità. Blu Alikè è il mondo che ho sempre cercato e finalmente trovato”.

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