“il mio obiettivo è arrivare alla fine del mandato senza vergogne di questo tipo”. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini stamattina ha visitato la tendopoli di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria.

Ad accoglierlo un gruppo di migranti che, in un primo momento, lo hanno contestato. “Era meglio lasciarci morire in mare che vivere così” dice uno di loro indossando una maglietta con la foto di Soumaila Sacko, il ragazzo maliano ucciso a fucilate il 2 giugno mentre cercava di prendere alcune lamiere per costruire una baracca.

Non una parola sulla tragedia da parte del ministro Salvini che, protetto da decine di agenti, è entrato nella tendopoli allestita dalla prefettura dove ha incontrato una delegazione di migranti. Vedendo le condizioni in cui vivono, l’esponente del governo ha affermato: “Questa è la dimostrazione che i buonisti che parlano dell’aprite i porti, dovrebbero venire a San Ferdinando. Quando non ci sono limiti, regole e numeri è un casino per tutti. Non ce la facciamo a garantire i diritti a tutto il mondo. Io posso farlo a un numero limitato di persone. Al mondo no”.

E se alcuni migranti lo hanno apprezzato (“mi piace” hanno detto), per un sindacalista dell’Usb, quella di Salvini è stata una passerella. Fuori dalla tendopoli, intanto, un gruppo di persone con le magliette rosse urlavano: “Restiamo umani”.

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