Un guasto elettrico sulla linea ferroviaria Varese–Treviglio ha causato, questa mattina,  il blocco immediato del convoglio partito alle 7.13 da Varese, nel tratto tra Busto Arsizio e Legnano. Il treno è stato fermato dagli stessi passeggeri che, spaventati dalle scintille e dal fumo, hanno tirato il freno di emergenza bloccando così il convoglio sui binari. Non sono mancate scene di panico e i viaggiatori hanno dovuto raggiungere la stazione di Legnano a piedi, lungo la linea dei binari. Il blocco ha determinato ritardi di circa 90 minuti, con variazioni e cancellazioni che hanno coinvolto le linee Domodossola-Gallarate-Milano, Porto Ceresio-Varese-Gallarate-Milano e Treviglio-Milano-Varese. Alle 10 Rfi aveva annunciato la ripresa regolare del servizio, ma la circolazione era ripresa su un solo binario. La situazione è poi lentamente tornata alla normalità dalle 11.

“Possibili ritardi fino a circa 90 minuti, variazioni e cancellazioni a causa di un guasto alla linea elettrica di competenza Rfi tra le stazioni di Legnano e di Parabiago”: a comunicarlo è l’azienda Trenord, sul sito ufficiale. Nel frattempo, i pendolari malcapitati, pubblicano su Facebook immagini, come quella riportata sulla pagina “Questa è Legnano – quella vera”, e video dell’episodio: “Stamattina passeggiatina sui binari. Grazie #Trenord, come sempre!”, twitta una passeggera di questa mattina. E le polemiche continuano: “Treno che a momenti va a fuoco. Passeggeri costretti a camminare sui binari per tornare in stazione. Avvisi e comunicazioni del tutto inefficienti. Senza contare i costanti ritardi costanti ogni giorno… Però venerdì lo sciopero si fa eh!”, commenta su Twitter un altro utente. L’insoddisfazione dei pendolari è tanta e si riversa sui social, dove l’episodio di questa mattina viene definito “da film di fantascienza”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Trezzo d’Adda, strappati nella notte i manifesti di cordoglio per i migranti. Il sindaco leghista: “Non sono stato io”

prev
Articolo Successivo

Palio di Siena, fantino della Chiocciola cade in curva: gravi le sue condizioni

next