La ‘discrezionalità‘ adottata dalla Commissione Ue nel 2018 “nell’accordare una riduzione dei requisiti di aggiustamento a due paesi”, tra cui l’Italia, riflette un’applicazione del patto di stabilità “possibile a scapito della completa trasparenza, coerenza e prevedibilità dell’intero quadro di riferimento”. Lo sottolinea la Banca centrale europea nel suo bollettino economico. A Roma è stato accordato da Bruxelles di mettere a segno un abbassamento del deficit/pil dello 0,3% contro lo 0,6% previsto mentre la Slovenia l’ha ridotto solo dello 0,6% invece che dell’1 per cento.

L’Eurotower mette anche in guardia da interventi che possano minacciare la sostenibilità del sistema pensionistico. Il rapporto del 2018 sull’invecchiamento della popolazione, spiega la Bce, “ipotizza che tutte le riforme pensionistiche varate negli ultimi anni trovino piena attuazione. Tuttavia, in alcuni paesi (ad esempio in Italia e in Spagna) il rischio che si compiano passi indietro rispetto alle riforme pensionistiche precedentemente adottate sembra elevato. Il medesimo rischio, inoltre, potrebbe aumentare per i paesi in cui, ad oggi, si prevedono importanti cali dei tassi di sostituzione. In questi casi, in alternativa, potrebbe aumentare il rischio di sempre maggiori trasferimenti di natura assistenziale qualora i piani pensionistici privati non fossero in grado di sopperire al divario”.

“In tale contesto – conclude il bollettino – sarà importante che i paesi intraprendano azioni politiche risolute e incrementino gli sforzi di riforme strutturali in ambiti quali pensioni, sanità e assistenza di lungo periodo”.

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