Un solo promosso su 41 ragazzi. È successo all’istituto Trasporti e Logistica “Cappellini” e al professionale “Orlando” di Livorno, un polo che accomuna tre istituzioni scolastiche dirette dallo stesso preside, Riccardo Borraccini. Nei giorni scorsi gli studenti di tre classi davanti ai tabelloni esposti hanno dovuto fare i conti con una “bocciatura di massa”. In due classi composte in totale da 24 studenti, nessuno ce l’ha fatta: tutti dovranno ripetere l’anno.

In una terza del corso nautico è andata “meglio”: un ragazzo è stato promosso ma ora rischia di restare da solo perché dieci suoi compagni sono stati bocciati mentre gli altri sei dovranno recuperare a settembre i debiti in pagella passando l’estate sui libri anziché in spiaggia. Per loro la bocciatura è dietro l’angolo ma almeno resta la possibilità di un’ultima chance per riuscire ad avere la sufficienza nelle materie dove si sono presentati i classici “debiti” in pagella. Ad essere “non ammessi” non sono gli unici. In totale si contano altri sei casi in cui non è stato possibile ammettere l’allievo alla classe successiva per il numero di assenze accumulato durante l’anno.

Cercare di capire cosa sia successo non è facile. Ilfattoquotidiano.it ha provato a contattare il dirigente scolastico e la sua vicaria ma è stato impossibile trovarli e dalla segreteria didattica nessuno apre la bocca: “Lei chiama per le due classi di bocciati? Non parlo, ho già avuto troppi problemi”. L’unica cosa che sembra essere certa è che la decisione presa dalla scuola non sia per il comportamento dei ragazzi ma per il loro rendimento. D’altro canto basta sfogliare il rapporto di autovalutazione (Rav) per scoprire che lo stesso istituto ammette di avere serie criticità: “L’Iis Buontalenti Cappellini Orlando non riesce a garantire il successo formativo per tutti i suoi studenti, benché i criteri di valutazione adottati siano giudicati adeguati. Complessivamente i risultati scolastici sono insufficienti, come dimostrano i dati disponibili: percentuali di promozione alla classe successiva, abbandoni del percorso scolastico, numero dei diplomati, voto conseguito all’esame conclusivo”.

Il documento pubblico distingue i diversi percorsi: “L’evidenza principale è l’elevato tasso di insuccesso scolastico dell’Ipsia: nell’anno scolastico 2013-14 i promossi alla classe successiva sono stati il 43,3% nella classe prima; il 42,9% nella seconda, il 40% nella terza, il 42,1% nella quarta; percentuali inferiori alle medie provinciali, regionali e nazionali (nella classe prima il dato è inferiore alla media nazionale addirittura di un terzo)”. Per quanto riguarda la valutazione la situazione viene definita “molto critica” tanto che anche per quanto riguarda l’Invalsi il Rav cita: “Il punteggio degli studenti della scuola nelle prove di italiano e matematica è inferiore rispetto alle scuole con background socio-economico e culturale simile”. Ora resta da capire se i ragazzi bocciati torneranno a scuola a settembre o abbandoneranno gli studi andando ad aumentare la percentuale di coloro che né studiano né lavorano.

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