La risposta di Roberto Saviano non si è fatta attendere. E non è stata conciliante. Grande coraggio, questo ragazzo. Una delle poche menti libere rimaste nel nostro Paese.
Silenzio. Chi non ha neanche il coraggio di avere una sua opinione personale non deve permettersi di parlare di Saviano. Lui il coraggio lo ha avuto. Se un vicino un po’ corpulento e brusco vi fa un dispetto non avete neanche il coraggio di affrontarlo. Ecco, lui ha affrontato con coraggio il male assoluto, quello che ti fa tremare dentro. E allora, vi prego, silenzio. Che lo si condivida o meno (io sono spesso d’accordo con lui, non sempre, ma molto spesso), un esempio di coraggio e civiltà contro le mafie e la violenza come il suo non può essere altro che riconosciuto e onorato.

Vi siete mai chiesti come sarebbe il nostro Paese senza Roberto Saviano? Sarebbe un Paese ancora più decadente. Il coraggio di dire, scrivere, dopo aver studiato, cercato, ricordato, con sprezzo della propria vita (sotto scorta da quando aveva 28 anni… ma ve lo immaginate cosa vuole dire?) è un onore per l’Italia e la sua cultura. Tutto il mondo ce lo riconosce. Una diga contro il menefreghismo intellettuale, contro la cialtroneria dei salotti letterari, contro l’ignoranza incipiente della gente, di tutti noi.

Il nostro ministro dell’Interno pensa che una scorta sia un privilegio. Non riflette sul fatto che invece è la triste evidenza che il lavoro del ministero dell’Interno non è sufficiente contro i violenti e i mafiosi, che arrivano a minacciare negozianti che si ribellano al pizzo, collaboratori di giustizia che rischiano tutto per consentire indagini, e addirittura uno scrittore per aver aperto il vaso di Pandora che loro vogliono resti sempre chiuso.

Lavori sull’ordine pubblico e sulla sicurezza, Salvini, contro le cosche e contro la malavita, invece di fingersi primo ministro per mera ambizione e minacciare censimenti vetero-totalitari.
Visto l’abbandono in cui viviamo in moltissime parti del nostro Paese, oggi l’hashtag dovrebbe essere #SalviniVaiALavorare, soprattutto, e #SalviniVergognati.

A chi fa paura Saviano, se non alla malavita? A me, che mafioso non sono, fa paura? E anche non condividessi quel che dice o scrive Saviano, che problema c’è nel fatto che uno scrittore dica la sua? Qualcuno segue o fa quel che gli scrittori dicono, in questo Paese? Mica siamo nella Francia di Sartre! E allora, come mai l’attacco a uno scrittore? Salvini è così attento alla comunicazione, sa che queste boutade hanno un effetto, mandano un messaggio. E in questo momento, con la sua base tutta in brodo di giuggiole per il machismo politico che sta esprimendo, non ha neppure bisogno di ulteriori arroccamenti. Dunque perché? La risposta che mi viene, l’unica a cui riesco ad arrivare, non voglio neppure pensarla.

#IoStoConSaviano
#SavianoNonSiTocca