Il 21 gennaio del 2005 all’ingresso dello Stadio di Scampia una macchina andò in fiamme. Ben presto l’intero quartiere si rese conto che quella Volkswagen Passat non era una semplice macchina rubata. Quando i Vigili del Fuoco aprirono il bagagliaio trovarono il corpo senza vita di un 45enne: Giulio Ruggiero. Il corpo completamente carbonizzato era stato decapitato. La testa dell’uomo posta sul suo sedere. Gennaro Notturno, killer degli scissionisti pentitosi diversi mesi fa, ha raccontato che dopo aver decapitato Ruggiero giocarono con la sua testa mozzata a pallone.

Lo Stadio di Scampia nel 2005 era l’ennesimo progetto di riqualificazione andato a male. Completamente da rifare, ogni volta che pioveva diventava una piscina. Sotto la terra battuta c’erano seppelliti calcinacci e altro materiale di risulta. Lo Stadio di Scampia era una gigantesca stanza del buco. I tossici compravano le dosi dalla piazza di spaccio del Lotto K e poi andavano a bucarsi tra gli spalti e gli spogliatoi. Nel luogo dove avrebbero dovuto divertirsi i bambini del territorio morivano d’overdose i “visitors” di Scampia, ovvero i tossici che testano gratuitamente i tagli di cocaina ed eroina.

Lo Stadio di Scampia è partito da questa situazione, oggi chiunque passa da quelle parti si rende conto che i miracoli esistono e spesso hanno la forma rettangolare di un campetto di pallone. L’8 novembre del 2017 lo Stadio di Scampia è stato dedicato ufficialmente ad Antonio Landieri, vittima innocente di camorra, disabile di 25 anni, ucciso ai 7 palazzi di Scampia durante un conflitto a fuoco. Antonio Landieri amava tremendamente il calcio, ma non poteva giocarci a causa di una paralisi infantile. Per questa ragione giocava a biliardino, è stato ucciso mentre cercava di fare con le mani quello che avrebbe voluto fare con i piedi.

Antonio Landieri, come Giancarlo Siani, come Don Peppe Diana, è stato definito per mesi uno spacciatore, ci sono voluti 10 anni e 2 mesi affinché lo Stato lo riconoscesse vittima innocente di camorra. A novembre i suoi genitori hanno scoperto la targa di marmo a lui dedicata. L’anonimo Stadio di Scampia si è trasformato nello Stadio Antonio Landieri, con la scritta a caratteri cubitali vittima innocente di camorra.

Il miracolo dello Stadio Landieri non si ferma all’intitolazione che restituisce dignità e memoria al primo disabile ucciso dalle mafie. L’erbetta dello stadio è stata realizzata riciclando 77 mila chilogrammi di pneumatici abbandonati nella terra dei fuochi. La ditta Ecopneus ha trasformato rifiuti in un’erbetta di ultima generazione. Ha cancellato la polvere della terra battuta e donato ai ragazzini un stadio da 3 mila posti alla loro altezza. Tolto lo Stadio San Paolo, lo Stadio Landieri è la struttura pubblica più innovativa e all’avanguardia della città di Napoli. Unico stadio in erbetta sintetica pubblico. Oggi su questo campo giocano migliaia di ragazzi, si allenano tutti i giorni dalle 3 alle 22. Arrivano ragazzini provenienti da tutta la regione. Quando tornano a casa raccontano di una Scampia diversa fatta di ecologia, memoria, impegno e bellezza. Allo Stadio di Scampia si allenano anche i ragazzi dello Scampia Rugby, che canalizzano la loro rabbia facendo squadra, credendo nel potere della palla storta. Oggi le case intorno allo stadio, prima svalutate perché piene di quella polvere proveniente dalla terra battuta del campo, valgono il 20% in più.

Calpestare l’erbetta sintetica dello Stadio Landieri significa calpestare la camorra, significa passeggiare sulla diossina che doveva finire nei polmoni dei bambini. Tutti dovrebbero far goal allo Stadio Landieri, tutti dovrebbero godere di questo miracolo civile, passato dall’essere una stanza della morte ad un luogo di aggregazione, divertimento, formazione e speranza.

La mamma e il papà di Antonio Landieri hanno scoperto la targa dedicata al figlio esattamente nello stesso luogo dove fu trovata la macchina col corpo di Ruggiero, mentre piangevano dalla commozione, sotto i loro piedi c’era ancora la plastica della Passat. Quasi un monito per le nuove generazioni. Allo Stadio Landieri ci sono i pannelli fotovoltaici, le panchine nuove, gli spogliatoi larghi, allo Stadio Landieri giocano i figli dei killer che uccisero Antonio, hanno giocato i figli di Ruggiero. Il miracolo è proprio questo: dire a quei bambini che non importa chi sia il padre, se abbia sparato o se sia stato colpito, la rivoluzione è dire a quei bambini che la frase “tale albero tale frutto” può essere abbattuta a colpi di pallone.

Se passate per via Hugo Pratt fermatevi, aprite il cancello giallo e godete di un miracolo fatto di diossina fatta erba.

Foto tratta dal profilo Twitter @PalumboPatrizia