Salvini e Di Maio dilettanti allo sbaraglio? Mi dispiace dirlo, ma, se c’è stato un dilettante, quello è Mattarella, il quale con la scelta di domenica sera ha regalato milioni di voti a quei populisti che vuole combattere. E infatti la Lega è passata al 28%.”. Sono le parole del giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, ospite di Dimartedì, su La7. E aggiunge: “Mattarella non ha fatto nulla di eversivo e Di Maio ha preso una cantonata siderale parlando di impeachment. Ma se siamo in questa condizione e se siamo addirittura arrivati al punto che Mattarella sta pensando di accettare Conte e Savona, significa che il presidente della Repubblica due giorni dopo si è reso conto che ha preso una cantonata clamorosa”. Scanzi osserva: “Salvini mi sembra in stato di grazia dal punto di vista mediatico. E’ uno che non sta sbagliando niente più o meno da tre mesi. C’è Luigi Di Maio che ancora deve riprendersi dalla botta subita tre giorni fa. C’è Matteo Renzi che ha ricominciato a parlare da solo su Facebook e a fare le battutine, come se fosse un Panariello figlio di un dio minore. C’è Berlusconi che non si è capito se è vivo o non vivo”. La firma del Fatto continua: “Credevo che nel M5s, di fronte a questa corrispondenza di amorosi sensi tra Salvini e Di Maio, ci fossero più abbandoni di consensi e più critiche. Qualche deluso di sinistra, però, si è staccato. Penso a Tomaso Montanari e a Ivano Marescotti. Quello che ho realizzato è che il diktat fondamentale per gli elettori del M5s è ‘mai col Pd e con Berlusconi‘”. E chiosa: “Magari avessimo avuto un centrosinistra che avesse trattato Berlusconi come ha fatto Di Maio, a cui si possono imputare tanti errori, ma ha trattato l’ex Cavaliere, come avrebbero dovuto fare Prodi, D’Alema, Veltroni, eccetera eccetera eccetera”

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