Un monitoraggio attento e costante di 150 milioni di fonti online per raccontare il fenomeno della corruzione a 360 gradi. È questo l’obiettivo che si pone l’Osservatorio sulla corruzione  lanciato dall’organizzazione no profit Riparte il futuro. “Più persone sono in grado di conoscere un fenomeno negativo, ne parlano e lo portano alla luce, meno questo fenomeno è destinato a ripetersi – afferma Priscilla Robledo, project manager di Riparte il futuro -, per questo abbiamo deciso di mettere a disposizione di giornalisti, ricercatori e cittadini uno strumento che permette di acquisire maggiore consapevolezza su un problema che frena lo sviluppo del nostro Paese.”

Un sistema avanzato che permette di scandagliare le notizie sul web sui fatti di corruzione passati e presenti, con la possibilità di impostare i parametri di ricerca: “In Italia se ne parla perlopiù in modo sensazionalistico, ma di fatto le ricerche mostrano che l’interesse è alto solo nel momento degli arresti, poi ci si perde”, sottolinea. Per questo si sentiva il bisogno di uno strumento affidabile e aggiornato in tempo reale: “In questo modo il cittadino può avere una percezione del fenomeno più orizzontale e seguire i casi di suo interesse, anche quelli che vengono tralasciati dalla stampa”, spiega.

Nell’era delle fake news, l’Osservatorio si pone come un vero e proprio baluardo: “Intorno a questo tema c’è molta inesattezza, anche nella definizione e nella concretizzazione del fenomeno stesso, d’altronde è un tipo di reato che c’è interesse a tenere nascosto, soprattutto nel settore dei lavori pubblici – ammette -, invece è importante calarlo nella realtà, con esempi, storie e dati”.

È quello che Riparte il Futuro ha fatto in collaborazione con l’agenzia Accurat, portando avanti una data visualization sui casi di corruzione che hanno destato più interesse sul web tra aprile 2016 e dicembre 2017. Quali sono stati gli hashtag più diffusi? Quali le notizie che hanno generato un maggior numero di commenti? “In testa alla classifica troviamo lo scandalo Consip, con 287 giorni di presenza sui siti di informazione e 79 sui social network – racconta -, seguono il caso delle vacanze di lusso di Formigoni e quello sui concorsi universitari truccati all’Università di Firenze”. L’istruzione, infatti, di pari passo con la sanità, è una delle questioni che desta più interesse nei cittadini: “Abbiamo rilevato oltre 40mila articoli e post sul primo argomento e quasi 30mila sul secondo”, sottolinea. A dispetto delle imprecisioni e delle fake news, infatti, la corruzione resta al centro del dibattito politico: “Lo abbiamo visto anche durante la recente campagna elettorale – spiega -, secondo i nostri dati il partito/movimento che ha puntato di più su questo tema è stato il Movimento 5 Stelle, seguito da Liberi e Uguali”.