Sono stati utilizzati un kalashnikov e una pistola per uccidere Antonio Fabbiano, un 25enne ritenuto vicino al clan Raduano, assassinato nella tarda serata di ieri a Vieste, nel Gargano. Fabbiano è stato colpito all’inguine e al torace. Ricoverato nella Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, è morto dopo poche ore. Nella zona del delitto non vi sono – a quanto si apprende – telecamere di sorveglianza e vi è difficoltà da parte dei carabinieri di acquisire informazioni da potenziali testimoni.

L’agguato è avvenuto sotto la sua abitazione, in via Tripoli intorno alle 23. L’agguato – secondo gli investigatori – sarebbe avvenuto nell’ambito della sanguinosa guerra di mafia che da anni si sta consumando tra due clan il lotta per il controllo del traffico di droga. E proprio questo business che innescato la miccia.

Sull’omicidio indagano i carabinieri del Comando provinciale di Foggia. Sono una ventina i bossoli di fucile e pistola recuperati dai carabinieri del Comando provinciale di Foggia sul luogo in cui è stato ucciso Fabbiano, che aveva precedenti penali per rapina e droga. Ad agire sarebbero stati due killer che hanno atteso il 25enne mentre faceva ritorno a casa. I militari hanno compiuto cinque stub e sentito una decina di persone tra amici e conoscenti. A Vieste dal gennaio 2015, quando fu ucciso il boss Angelo Notarangelo, detto ‘Cintaridd’, si sono verificati otto omicidi, quattro agguati sono falliti e c’è stata una lupara bianca.

L’omicidio di ieri potrebbe essere la risposta all’omicidio di Gian Battista Notarangelo del 7 aprile, cugino dello storico boss di Vieste ucciso nel 2015. Delitto che di fatto ha aperto la guerra di mafia degli ultimi anni.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Terrorismo, fermato cittadino del Gambia da Digos e Ros a Napoli. “Emerso progetto di un attentato”

prev
Articolo Successivo

Roma-Liverpool, due ultrà giallorossi incriminati per tifoso dei Reds in coma: “Caduta l’accusa di tentato omicidio”

next