L’11 settembre 2012 la Cassazione lo aveva assolto nel processo a quelle che furono chiamate le nuove Brigate Rosse. Salvatore Scivoli, per la Procura di Milano, era stato l’armiere di quel gruppo che tra Milano, Torino e Padova avrebbe voluto far risorgere l’eversione di sinistra. Dopo una condanna in primo grado, una in secondo, e una assoluzione nell’appello bis, era stato ritenuto non responsabile dagli ermellini. Oggi l’uomo, 66 anni, è stato arrestato dalla polizia a Torino per una rapina a un commerciante compiuta il 6 febbraio 2017. La squadra Mobile ha notificato un ordine di custodia cautelare anche a un altro indagato. L’episodio, a quanto risulta, non ha connotazioni eversive.

Scivoli, secondo le ricostruzioni investigative, avviò il suo percorso di politicizzazione negli anni Ottanta, mentre era detenuto nel carcere di Badu ‘e Carros (Nuoro). Liberato nel 1995, fu arrestato nel 2007 nell’inchiesta della procura di Milano sul Partito Comunista politico-militare (le cosiddette “nuove Br”) con l’accusa di avere procurato delle armi al gruppo sfruttando i suoi contatti con la criminalità organizzata. Il secondo arrestato è Giuseppe Argento, 64 anni.

Il pm Stefano Castellani procede per rapina e tentato omicidio. Il 6 febbraio 2017 il titolare di due sale slot era stato aggredito da una coppia di rapinatori mascherati mentre depositava l’incasso di 24mila euro in uno sportello bancario. Subito dopo si era messo al loro inseguimento. Nel momento in cui hanno cambiato la vettura da utilizzare per la fuga, uno dei due rapinatori ha anche sparato, colpendo il parabrezza dell’auto del commerciante: il proiettile si è conficcato nel vetro all’altezza del volto del guidatore. L’uomo non ha desistito e, tenendosi in contatto con il 112, ha continuato la marcia fino a quando non è stato seminato, all’imbocco della tangenziale sud. Dopo mesi di indagini, grazie anche al sommario resoconto dell’uomo, gli investigatori della squadra mobile sono risaliti dapprima alla vettura, e poi ai due sospettati.