Mentre in Europa Pierre Moscovici smentisce Padoan nella sede romana della stampa estera si sono le conferenze stampa di Luigi Di Maio (ieri) e di Matteo Salvini oggi. Le opinioni dei corrispondenti dei media stranieri sui due leader sono diverse: “Salvini è stato molto diretto nelle sue risposte, mentre Di Maio è stato molto più cauto, come un giocatore di poker che non fa vedere le sue carte” afferma Philip Willan, presidente della Stampa Estera in Italia. Ma le perplessità circa “Italia elemento di incertezza” sono fondate? “In Europa e nel mondo ormai i cittadini sono preparati alle sorprese, dalla Brexit a Trump, e sia i mercati che i leader europei aspettano l’Italia alla prova dei fatti, siamo ancora in clima da campagna elettorale dove le parole sono un po’ al vento. Quando ci sarà un premier vedremo se si batterà i pugni sul tavolo o si arriverà a stringere accordi con gli altri partner europei” conclude il Presidente Willan. “In Europa nell’attesa di un governo c’è nervosismo ma non ansia. Dall’esito delle elezioni non si vede la possibilità della formazione di un governo nei prossimi mesi e questo più che per l’Europa, è un problema per l’Italia che non riuscirà a giocare la partita delle riforme europee. Senza governo non avrà nessun peso politico”. Questo il commento sulla situazione italiana, di James Politi del ‘Financial Times‘. Se si troverà un accordo per un governo Salvini-Di Maio? “Ci sarà preoccupazione in Europa per l’effetto delle finanze pubbliche e per l’atteggiamento di ostilità nei confronti dell’Unione Europea che sta provando a rilanciarsi dopo la Brexit” conclude il corrispondente del quotidiano finanziario più importante del mondo. “Salvini e Di Maio fanno paura ad una certa Europa: quella dei burocrati – è invece l’opinione del giornalista svizzero Giuseppe Rusconi, mentre Tobias Piller, corrispondente della ‘Frankfurter Allgemeine‘ è perplesso dai due leader italiani, alla ribalta dopo l’esito delle elezioni politiche italiane: “La preoccupazione riguarda cosa fare sul futuro dell’unione monetaria, perché l’Italia aveva e continua ad avere un grande debito pubblico ed ora emergono leader che affermano di volere più deficit e dunque creeranno più debito e questo genera preoccupazione”.