Nell’era degli smartphone, del cloud, di Facebook e Google le grandi aziende usano la tecnologia per spiare e controllare i nostri consumi e abitudini. Ma non per informare e essere in qualche modo utili ai consumatori.

Ore 23.55  arriva comunicazione urgente della British Airways. Il mio volo previsto per l’indomani mattina da Londra a Los Angeles è stato cancellato. I miei impegni di lavoro fissati da tempo per lunedì 12 marzo vanno a farsi benedire. Il mio pensiero corre subito lì: oddio, ci sarà stato un attentato Isis, un’allerta, minaccia terroristica, emergenza maltempo, eruzione del vulcano islandese dal nome impronunciabile Eyjafjoll che oltre otto anni fa paralizzò i voli di mezza Europa. Niente di tutto questo.
Uno stitico comunicato come le ultime delle cenerentole delle compagnie low cost.

La contattiamo per comunicarle che il suo volo BA0269 da London Heathrow per Los Angeles International (CA) dell’11 mar 2018 è stato cancellato. Ci scusiamo degli eventuali disagi arrecati. Stiamo facendo il possibile per porre rimedio alla situazione e potrebbe già essere stato assegnato a un volo alternativo.

Per maggiori informazioni e per prenotare il prossimo volo disponibile le consigliamo di contattare il suo agente di viaggio.

Oh, yes. Di sabato sera, a mezzanotte.

Ovviamente nessuna risposta sui numeri di telefono. Neanche online trovo conferma alla mia agitazione. Tutto tace fino all’alba, quando suona la sveglia. Adesso me la gioco con la monetina: me ne rimango a casa o vado a Malpensa, salgo a bordo del mio confermatissimo Milano/Londra e da lì la mammasantissima di compagnia (che ha sempre figurato tra le top al mondo) mi imbarca su un altro volo? Opto per la seconda. All’aereoporto almeno mi daranno spiegazioni. Povera illusa. Al bancone del check-in numero 13, un’antipatica signora mi dice che anche il volo Milano – Londra è stato cancellato (nelle due comunicazioni ricevute, anche per una per sms nessuna menzione) e che sono stata confermata per il giorno successivo.

Ancora nessuna spiegazione sul perché il volo sia stato cancellato. Mia figlia minore, che ha approfittato di un break scolastico per accompagnarmi, è in lacrime. La signora scorbutica mi dà un numero con prefisso di Milano al quale telefonare per chiedere lumi ma poi aggiunge con ghigno sarcastico: inutile chiamare, è domenica. E infatti una voce metallica informa che gli uffici sono chiusi. E se invece non mi fossi recata a Malpensa, come avrei fatto a sapere che ero stata prenotata, di grazia, su volo dell’indomani?

Riepilogo: la British a meno di 12 ore dalla partenza cancella il volo (e mi informa solo della seconda tratta), il “sistema” invece non prevede d’informarmi su come avrei raggiunto la mia destinazione. Devo andare a Malpensa. La British (oh, yes) mica una low cost qualsiasi fa, disfa e rifa a sua convenienza.

Per carità, non sono la sola alla quale capitano inconvenienti di viaggio. Ma il mio indice puntato è su come si gestiscono le emergenze. Sopratutto se si tratta di sua maestà British, con quella puzzetta sotto al naso che fa tanto snobbish.

Qui alcuni punti:
1) I passeggeri non sono carne umana in scatola.
2) Devono essere informati sul perché un volo è stato cancellato. Il garbo e la cortesia non devono essere un optional.
3) Devono essere informati per e-mail e sms su quale volo sono stati ri/prenotati. E non deve essere il viaggiatore a scoprirlo da solo recandosi all’aeroporto.
4) L’arroganza è un peccato che alla fine dei conti si paga. Eccome.

Ecco perché le compagnie asiatiche alla British (e non solo) stanno facendo il mazzo. Sempre più grande. Per quanto mi riguarda io non volerò mai più British. Che con Brexit si è data l’ultimo colpo di grazia.

P.s. Piscinole a costo zero. Mi riprendo il mio trenino Malpensa-Cadorna e, pioggia a catinelle, fuori la stazione non si poteva attraversare la strada. Sembrava Venezia con l’acqua alta. I pullman che scarrozzano i turisti non riescono ad accostarsi al marciapiede.

Per l’immediatezza del fatto di cronaca pubblico le foto sul mio profilo Instagram: Milano come Roma. Senza la Raggi. Suggerimenti: investire di più nella manutenzione della città e meno negli stipendi dei parlamentari (troppi e inutili).  E siamo solo alla vigilia di un nuovo governo. Amen.

instagram januaria_piromallo