“Un referendum tra iscritti per discutere di un’alleanza con il M5s? Sarebbe inutile, noi siamo alternativi a loro”. Così Andrea Romano, deputato renziano, in merito all’ipotesi di una consultazione interna al partito, come quella avvenuta in Germania in casa Spd, per ratificare la grande coalizione. “Di Maio e Salvini non sono Merkel. E noi, purtroppo, Merkel non ce l’abbiamo, anche se fa parte di un campo politico diverso dal nostro”, ha poi rivendicato Romano. Convinto, poi, che “non sia più il il momento di governi tecnici”. Romano ha poi difeso Renzi dalle accuse, arrivate anche dalla minoranza di Orlando, di agitare spauracchi sulle aperture ai 5 stelle. Ma contraddicendosi su Michele Emiliano (che aveva spinto al dialogo con i pentastellati, ndr), tanto da definire in pochi minuti prima la sua area come “rappresentanza poco consistente” e poi riabilitando il presidente pugliese come “figura molto importante” del partito. Tutto pur di difendere Renzi: “Poco responsabile non partecipare alla direzione Pd di lunedì prossimo? Non si può dire che non stia partecipando alla discussione sulla sconfitta. Si è preso le sue responsabilità”.
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