“Le giornate sono faticose, certo. Faccio tutto da solo. Ma non mi andava di starmene rinchiuso dentro un ufficio e dietro una scrivania per ore”. Luka Sanzin ha 27 anni, vive in provincia di Gorizia e ha deciso di tornare alla terra: è l’unico in Italia a coltivare a Lucinino, una frazione di 3.500 abitanti sul confine tra Italia e Slovenia, l’Aronia Naturalis, il superfrutto dalle molteplici proprietà salutari e ad alto quantitativo di antiossidanti e vitamine. “Dagli studi classici ho imparato che la bellezza ci salverà. Dall’agricoltura – racconta – ho imparato che il lavoro, alla fine, paga”.

Tutto è nato un po’ per caso, quando – nel 2012 – dopo aver provato per la prima volta il succo di aronia alla fiera ‘Pollice Verde’ di Gorizia, Luka e suo padre sono partiti verso la Polonia, il primo produttore al mondo del frutto, per apprendere tutte le informazioni necessarie e iniziare la coltivazione. “Come tanti altri giovani ho deciso di intraprendere una strada che a molti risulta poco remunerativa, faticosa e antiquata – spiega Luka –. Il mio si può definire un ‘ritorno alla terra’, certo, ma si tratta di una scelta consapevole che punta a valorizzare il territorio in cui vivo”.

Il mio si può definire un ‘ritorno alla terra’, certo, ma si tratta di una scelta consapevole

All’inizio la reazione da parte di amici e parenti è stata un misto tra scetticismo e disperazione. Col tempo, però, “tutti hanno accettato questa mia volontà e oramai non ci sono più dubbi riguardo al progetto”, racconta Luka. Le giornate sono lunghe e faticose: c’è da leggere e studiare al mattino, subito dopo colazione, preparandosi per gli esami universitari. E ancora rispondere alle mail, curare la comunicazione dell’azienda e occuparsi degli ordini e delle consegne. “La sera si continua a lavorare in campagna fino a tardi – spiega il giovane goriziano – E anche quando ci sono imprevisti, occorre arrangiarsi da soli, dai macchinari rotti ai sistemi di irrigazione danneggiati”.

Oggi, dopo più di un anno di lavoro, i risultati sono importanti. E Luka è pronto per esportare in Slovenia, Inghilterra, ma anche Svizzera e Stati Uniti. Con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento per l’agricoltura biologica e biodinamica, tramite la sperimentazione di tecniche innovative e con una coltivazione sostenibile. Il concetto è semplice: “Si può lavorare alla vecchia maniera – spiega Luka – concimando in un determinato periodo e con determinate quantità in base a vecchie dicerie e conoscenze. Oppure si può guardare ai reali bisogni di una coltura e regolarsi di conseguenza, senza sprecare tempo, denaro e concimi, con una notevole diminuzione degli inquinanti presenti nella terra”.

Ho dovuto pagare multe e sanzioni perché gli uffici pubblici a cui mi rivolgevo non mi davano risposte

La voglia di crescere è tanta: “Spero di poter assumere personale il prima possibile”, dice. Inutile girarci intorno, anche le lentezze dovute alla burocrazia tipiche dell’Italia hanno fatto la propria parte. “È una macchina inarrestabile che consuma moltissimo tempo e troppe energie“. Facendo un esempio concreto, “spesso di fronte ai miei dubbi e alle mie richieste gli addetti di un qualsiasi ufficio comunale non trovavano risposte. Anzi, non sapevo nemmeno a chi rivolgermi. Così sono arrivate multe e sanzioni. Senza un’informazione chiara e precisa sulle procedure da seguire per espletare i sempre più complicati doveri burocratici – aggiunge – nessuno vorrà mai lavorare e investire in questo Paese”.

Nonostante una classe politica “non all’altezza delle nostre aspettative”, Luka è determinato a rimanere in Italia e confessa che non andrebbe “mai a vivere da qualche altra parte”. Il problema è semmai quello di far conoscere il proprio prodotto in un Paese come il nostro, dove le persone non sono abituate a sapori così astringenti come quello dell’aronia. Il giovane goriziano ha deciso così di puntare senza mezze misure su due aspetti: la ricerca e l’innovazione. “Qualsiasi azienda agricola che ambisca a durare nel tempo deve partire da qui”. Un approccio scientifico aiuta a minimizzare i costi e ad abbassare gli sprechi, certo. Ma soltanto con tanta ricerca e sperimentazione si potranno avere, un giorno, piante più resistenti a malattie e attacchi parassitari. “Sono fermamente convinto che l’agricoltore di oggi debba lavorare con conoscenze che derivano dallo studio della fisica e della chimica, e non seguendo antiche tradizioni tramandate da generazioni”. Luka, 27 anni, da Gorizia. Liceo classico e laurea in Scienze agrarie. Gli opposti, a volte, si attraggono.