Cambi in corso per le liste M5s nei collegi plurinominali. Come già previsto dal nuovo regolamento, Luigi Di Maio e i vertici, prima del deposito ufficiale degli elenchi, stanno procedendo a fare alcune modifiche. La lista dei candidati di Camera e Senato reperibile sul blog delle stelle -in formato pdf- è cambiata, e non è escluso che altri cambi avvengano nelle prossime ore. Un’operazione di verifica che fa discutere gli esclusi, ma che era già stata annunciata per permettere una maggiore selezione. E’ il famoso “filtro di qualità”, di cui sono stati incaricati di occuparsi Grillo e Di Maio. Sono quattordici i nomi che ad oggi risultano spariti dal pdf con le candidature 5 Stelle. A questi si aggiungono le modifiche rintracciabili negli elenchi. Intanto il candidato presidente del Consiglio Di Maio ha fatto sapere che lunedì 29 gennaio presenterà i candidati ai collegi uninominali d’Italia: “Presenteremo – ha detto – tanti nomi che vengono dal mondo dell’atletica, dell’industria, dell’università, della ricerca, dal mondo dell’imprenditoria. Si stanno facendo avanti in tanti”.

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Il risultato è che alcuni candidati sono spariti dalle liste, altri hanno semplicemente cambiato collocazione. Non c’è più ad esempio, Gedorem Andreatta, candidato per la Camera in Veneto. Una corsa, la sua, finita nelle polemiche perché gestore di un hotel nel vicentino dove vengono ospitati i profughi. Sulla sua storia c’erano stati nei giorni scorsi alcuni servizi giornalistici che avevano parlato di “business dell’immigrazione”. In Calabria non è più in lista al Senato Maria Pompilio, sostituita da Silvana Abate. Alla Pompilio, stando alle voci locali, sarebbe stata contestata un’ipotesi di candidatura di facciata: il marito, attivissimo a Palmi (in provincia di Reggio Calabria), in passato è stato candidato nell’Udc di Pier Ferdinando Casini. In Lombardia 1, collegio 03 Camera, salta il nome di Raffaella Loforte, seconda in lista al termine delle parlamentarie. “So che ci sono stati problemi con la residenza”, spiega Manlio Di Stefano, deputato uscente. Dietro di lui ora, al posto di Loforte, figura Valentina Centonze, attivista della prima ora, spostata dal collegio 02 a quello dove è in corsa Di Stefano.

Alla Camera c’è stato invece uno scambio di collegi: i candidati che ricadevano nell’area Cuneo-Alessandria hanno preso il posto di quelli del collegio di Torino. “Nessun mistero – dice all’Adnkronos Fabiana Dadone, capolista nel collegio Piemonte 2-01 – si tratta di una rettifica: nella prima stesura c’è stato un errore, ora è stato corretto. Io risultavo capolista nel torinese, ora lo sono a Cuneo, come è giusto sia”. Il lavoro dello staff va avanti, sulla scia delle segnalazioni ricevute o delle verifiche fatte finora. “Se sono stati fatti errori nelle parlamentarie, recupereremo”, aveva assicurato Beppe Grillo venerdì scorso, al Viminale per depositare il nuovo simbolo dei 5 Stelle. Ma di errori “non ce ne sono”, aveva corretto il tiro Luigi Di Maio, candidato premier e capo politico del Movimento, riferendosi tuttavia ai tanti che, da tutta Italia, lamentavano di essere rimasti fuori dalle liste, al grido di #annullatetutto.

Tornando alle modifiche apportate, il senatore uscente Maurizio Santangelo, ex capogruppo a Palazzo Madama, non risulta più capolista in Sicilia 1, al suo posto Antonella Campagna. Santangelo paga lo scotto dell’alternanza di genere previsto dal Rosatellum. Dallo staff intanto spiegano: “Le liste definitive sono quelle che verranno presentate ufficialmente, fino ad allora sono provvisorie e soggette a cambiamenti. Stiamo ricevendo segnalazioni e richieste di persone che si ritirano”.