Furono registrati movimenti del Pd locale e nazionale in difesa dell’ex sindaco dem di Finale Emilia Fernando Ferioli e per evitare lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del comune emiliano. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta di Modena, in alcune relazioni dei carabinieri al pm Marco Niccolini, tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, furono segnalati numerosi contatti con rappresentanti del partito. Come specificato dal quotidiano, non risulta nessun indagato. “Pressioni di una gravità inaudita”, ha commentato il Movimento 5 stelle in una nota. “Il Pd tratta le istituzioni ed i ruoli istituzionali come se gli appartenessero e le usa pro o contro avversari. Chiediamo alla Commissione antimafia di interessarsi immediatamente della vicenda”.

Secondo le annotazioni dei carabinieri, scrive sempre la Gazzetta di Modena, ci furono contatti tra il primo cittadino dem e in particolare il senatore Pd Stefano Vaccari, membro della commissione Antimafia. Ma non solo: furono coinvolti gli ex segretari Paolo Negro e Lucia Bursi, l’ex presidente della Regione Vasco Errani e ci fu anche un incontro con l’ex vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini. I 5 stelle chiedono quindi chiarimenti sul ruolo di Vaccari: “Un membro della commissione antimafia, il senatore Vaccari, si adoperò, secondo le indiscrezioni giornalistiche, per frenare un provvedimento sfavorevole al suo partito che si mosse per evitare quello che è accaduto giustamente al Comune di Brescello”.

A fine gennaio 2016 venne deciso di non sciogliere per mafia il comune di Finale Emilia, nonostante sia la commissione d’accesso prefettizia che il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza avessero parlato di “non impermeabilità del municipio alle infiltrazioni”. Il procedimento era partito dopo che, nell’ambito dell’inchiesta Aemilia, era stato arrestato l’ex responsabile dell’ufficio lavori pubblici Giulio Gerrini. Ferioli, da sempre molto vicino alla corrente renziana del partito, non si è mai dimesso e anzi avrebbe dovuto essere il candidato sindaco anche per le amministrative della primavera del 2016: venne chiesto il suo passo indietro dopo essere finito indagato in un’altra inchiesta per appalti del Comune. La notizia delle indagini dei carabinieri sui mesi antecedenti all’ipotesi scioglimento arrivano a pochi giorni dall’inizio delle arringhe finali del maxi processo per ‘ndrangheta Aemilia.