“Quella mattina, mi sentivo strana e Davide Parenti al telefono mi ha detto che ero molto rallentata“. A due settimane dal ricovero d’urgenza in ospedale, Nadia Toffa racconta per la prima volta cosa è successo il giorno del suo malore in un’intervista esclusiva in onda questa sera a Le Iene Show. Un racconto anticipato da un post su Facebook dell’inviata e conduttrice per ringraziare personalmente tutti i suoi sostenitori che, dal giorno del malore, non le hanno mai fatto mancare il loro affetto.

In una foto pubblicata sul suo profilo Facebook, Toffa scrive: “Carissimi tutti, mi sento il cuore esplodere per l’amore e l’affetto che mi avete dimostrato, mi sento avvolta in un abbraccio caldo mai provato prima”. E aggiunge: “Voglio provare a ringraziare tutti quelli che si sono davvero preoccupati per me, scusarmi con chi si è tanto spaventato, e perché no, voglio strizzare l’occhio a chi mi ha allungato la vita dandomi per spacciata. Ma ho la capa tosta, in tutti i sensi, e ora pure la guancia verde per la botta che ho preso”.

Nell’intervista all’interno del suo programma, ha ricostruito gli attimi prima il suo malore: “Io sinceramente non ricordo benissimo… – spiega – In effetti era una cosa strana, mi sono detta ‘mi sdraio’, invece non l’ho fatto. Quindi scendo, mi ricordo benissimo la hall dell’hotel. Ho chiesto di pagare e il taxi per andare in stazione. A un certo punto, sono caduta. L’ultima frase che mi ricordo era quella della ragazza della reception che mi ha detto: ‘Vuoi che ti dia una mano con le valigie, che è arrivato il taxi?’. Poi sono caduta di faccia, ho ancora un livido ma sta migliorando”.

Toffa dice di non ricordarsi “il malore, ma mi ricordo l’ambulanza. Nella mia vita non l’avevo mai presa. All’inizio ho pensato fosse successo un incidente perché sentivo un’ambulanza, ma dopo un po’ mi sono resa conto che forse sentivo la sirena un po’ troppo vicina. Quindi ho realizzato e mi sono detta: ‘Vuoi vedere che è la mia ambulanza?’. Ho ripreso conoscenza in ambulanza. Poi a un certo punto ho visto Max (autore storico delle Iene, ndr) ma erano passate ormai cinque ore, ho avuto un black-out. Lo vedo e gli dico: ‘Ma tu cosa ci fai a Trieste?’. Ero lucida, ma non mi sono resa conto di ciò che stava accadendo, della gravità. Nessuno sapeva cosa avessi”.