Potrebbero salire a 27 in totale i casi di morti sospette all’ospedale di Saronno (Varese), stando al nuovo troncone di indagini della Procura di Busto Arsizio sull’operato dell’ex vice primario del pronto soccorso Leonardo Cazzaniga. Il medico è in carcere da oltre un anno con l’accusa di aver volontariamente provocato la morte di nove pazienti del nosocomio del Varesotto attraverso la somministrazione di alte dosi di farmaci anestetici e, in concorso con l’amante infermiera Laura Taroni, anche delle morti di suo marito Massimo Guerra, di sua madre Maria Rita Clerici e del suocero della donna, Luciano Guerra.

Diciotto i nuovi casi di decessi in pronto soccorso “sottoposti all’esame dei consulenti” come confermato dal procuratore della Repubblica Gianluigi Fontana, nell’ambito del terzo troncone dell’inchiesta che riguarda altrettanti pazienti, trattati antecedentemente il 2013 da Cazzaniga. La Procura sta quindi lavorando, il fascicolo è nelle mani di Fontana e del pm Maria Cristina Ria, per risalire alle terapie somministrate anche a quei pazienti da Cazzaniga, noto nel nosocomio per il suo “protocollo”, come lui stesso lo chiamava, ovvero un cocktail di anestetici in quantitativi potenziante letali.

È stata invece rinviata al 19 dicembre prossimo l’udienza preliminare del processo per i casi di morti sospette, nove in totale, per cui risulta già indagato il medico (unitamente a Taroni anche per i tre decessi nella sua famiglia). Il gip del Tribunale di Busto Arsizio Sara Cipolla lo ha deciso al termine delle tre ore di udienza di questa mattina, durante le quali è stata discussa la costituzione delle parti civili, in particolar modo la posizione dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Busto Arsizio che, come ha spiegato il procuratore Fontana “oltre ad aver chiesto di costituirsi parte civile, accolta salvo il danno di immagine, è anche indicata quale responsabile civile e deve essere messa in condizione di interloquire sulla riunificazione dei tronconi, decidendo eventualmente di nominare un secondo difensore”. Il gip, ammessi i familiari dei deceduti quali parti civili per le singole posizioni, ha rinviato quindi alla prossima settimana la decisione circa l’eventuale riunificazione dei primi due tronconi di inchiesta e sui conseguenti rinvii a giudizio dell’ex vice primario del pronto soccorso di Saronno di Cazzaniga e Taroni e degli undici medici dell’ospedale indagati a vario titolo per omessa denuncia, falso ideologico e favoreggiamento, relativamente alla sola prima trance di indagini. “Non abbiamo più visto i nostri nipoti, li hanno presi in carico i servizi sociali e da allora sappiamo solo che stanno bene”. Queste le parole di Maria Antonietta Clerici, 81 anni, sorella della defunta Maria Rita Clerici, fuori dall’aula dove è arrivata accompagnata dal fratellastro Eugenio, 65 anni. Presente all’udienza il medico Leonardo Cazzaniga, assistito dal suo avvocato Ennio Buffoli, mentre era assente l’infermiera Laura Taroni, rappresentata in aula dall’avvocato Monica Alberti.

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