“Caro Paolo, volevamo incontrarti stamattina, quando insieme al presidente di Confindustria, al presidente della Campania Vincenzo De Luca, al ministro dello sviluppo economico, chiusi dentro un teatro, parlavate di cosa vuole dire avere 20 anni al sud”. Inizia così la lettera che i militanti del centro sociale Ex-opg Je so pazzo avrebbero voluto consegnare al premier Paolo Gentiloni, questa mattina ospite a un’iniziativa al teatro Mercadante di Napoli dedicata proprio ai giovani.  Gli attivisti hanno provato a entrare nel teatro durante il convegno, ma sono stati allontanati dalla polizia. Per questo hanno deciso di registrare un video, rivolgendosi direttamente al presidente del Consiglio. “Volevamo raccontartelo noi che cosa vuol dire avere 20 anni al sud, ma non ce l’hanno permesso perché, arrivati davanti al teatro, siamo stati caricati, manganellati e deportati in questura. Grazie per l’esempio di democrazia e comunque siamo noi ad avere 20 anni. 20 anni come il pacchetto Treu, te lo ricordi? Quello che ha reso legale il lavoro interinale che doveva essere temporaneo in attesa del lavoro vero, ma quest’ultimo non è mai arrivato.   E cosi le aziende hanno smesso di assumere lavoratori, hanno iniziato a prenderli in prestito, per poi rimandarli a casa, per poi riassumerli e infine licenziarli di nuovo. E così grazie a te, a D’Alema, a Bersani, a Renzi,  Berlusconi e Bassolino il nostro lavoro è diventato sfruttato e sottopagato, senza contributi, senza pensioni, senza potersi permettere una casa, un figlio, una vita dignitosa”

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