L’assemblea dei lavoratori dell’Ilva convocata questa mattina dall’rsu ha deciso l’occupazione della fabbrica in attesa che il governo convochi i sindacati sull’accordo di programma su Genova rispetto al quale al momento sono state solo convocate le istituzioni genovesi per mercoledì pomeriggio. I lavoratori sono usciti in corteo per le vie del Ponente prima di ritirarsi nella fabbrica dove passeranno la notte.

Davanti allo stabilimento Ilva di Cornigliano verrà montata una tenda rossa: “Invitiamo tutti, cittadini e istituzioni, a venirci a trovare per difendere Genova e l’accordo di programma” ha detto il segretario della Fiom Bruno Manganaro. La protesta andrà avanti almeno fino a mercoledì in attesa dell’esito dell’incontro tra istituzioni e ministro dello Sviluppo Carlo Calenda.

Ma la scelta della Fiom ha diviso i sindacati. Il segretario generale della Uilm di Genova Antonio Apa ha criticato la scelta di occupare lo stabilimento: “Si tratta di un atto inconsulto. Una minoranza di lavoratori si è sostituita alla maggioranza dei dipendenti attraverso un atto intollerante, che non rappresenta un bel biglietto da visita nei confronti di Mittal e del Governo. Le fabbriche servono per dare lavoro e occupazione, non per essere occupate”. Sulla spaccatura dei sindacati è intervenuto anche il presidente della Regione Giovanni Toti: “Non penso che la divisione aiuti la vertenza Ilva. Servirebbero sensibilità e prudenza da parte di tutti, siamo all’inizio di una trattativa complessa e lunga. Mercoledì ribadiremo al ministro Calenda che l’accordo di programma va rispettato e vorremo dei sindacati che insieme dicano la stessa cosa”. Domani è atteso a Genova anche il segretario nazionale della Fiom Cgil Rosario Rappa.

A Genova la lotta degli operai è più aspra rispetto agli altri stabilimenti a causa dell’accordo di programma del 2005, che i lavoratori vorrebbero fosse rispettato. Il piano Am Investco prevede infatti 600 esuberi che si andrebbero ad aggiungere a 300 persone già impiegate altrove in virtù della firma di dodici anni fa. Quell’accordo prevedeva il mantenimento dei livelli occupazionali. Nelle scorse settimane il responsabile siderurgia della Fiom-Cgil, Rosario Rappa, aveva detto a ilfattoquotidiano.it: “In virtù dell’accordo di programma firmato nel 2005 già in 300 sono attualmente impegnati in lavori socialmente utili, esterni al sito – spiega Rappa – Ora se ne aggiungono altri cinquecento. Ci spieghino come intendono occupare chi non verrà riassunto da Am Investco”.