“Per più di 2 anni mi sono nascosta, un po’ perché non vi nego che mi sono vergognata tanto, mi sono nascosta dietro un’ironia a volte eccessiva, mai sarei riuscita a parlare di questa storia, ma chiunque mi ha visto in questi ultimi anni si è accorto che qualcosa in me non andava”. Inizia così il post con il quale Nina Moric dà conto sul suo profilo Facebook di un articolo di Alessandra Menzani per Libero. Articolo nel quale si racconta una vicenda privata che riguarda la modella croata, che ormai da due anni non ha più la custodia del figlio Carlos, avuto da Fabrizio Corona.

La motivazione è legata al presunto tentativo di suicidio del 2015, che la Moric nega. Nel pezzo di Libero sono riportate le dichiarazioni dell’avvocato della modella, Solange Marchignoli: “In realtà non si è mai trattato di un tentato suicidio. I referti del pronto soccorso l’ hanno classificato come atto autolesionistico non finalizzato alla morte. Non voleva uccidersi. Aveva litigato con sua madre, che era con lei quella sera”.

L’avvocato accusa la legge italiana di negare alla Moric il diritto di crescere suo figlio. “La signora Moric ha fatto tutto ciò che le è stato richiesto dal Tribunale e dai servizi sociali per poter riprendere nuovamente i contatti con il figlio – si legge ancora su Libero – ma nulla è cambiato. Nessuna traccia di alcool né droga né psicofarmaci: i controlli periodici presso il Sert si sono rivelati tutti negativi (continua l’avvocato mostrando alla Menzani gli esami del sangue e del capello cui è stata sottoposta Nina). La modella può vedere Carlos una volta a settimana per un’ora e mezza, insieme a un educatore. Il padre del ragazzo, Fabrizio Corona, si trova attualmente in carcere. A lui pensa la nonna paterna, con la quale la Moric non ha un buon rapporto. “Per una madre il figlio è ossigeno e senza ossigeno è dura”, scrive la Moric su Facebook.