Avrebbe dovuto essere un momento di dialogo sulle mafie con studenti, giornaliste in prima linea nel contrasto alle cosche e una ex camorrista. Ma l’appuntamento, inserito nel programma della Festa del Cinema di Roma, si è trasformato in scontro. Durante la presentazione in anteprima della seconda stagione di ‘Camorriste’, la docu-serie sulle donne di spicco della camorra in onda su Crime+Investigation, le cinque croniste invitate, di cui due sotto scorta, hanno lasciato la sala per la presenza della ex camorrista Cristina Pinto, detta Nikita, dissociata ma non pentita.

A scatenare la reazione delle giornaliste sono state le parole di Pinto, che per i crimini commessi ha scontato 20 anni di carcere scegliendo però di non diventare collaboratrice di giustizia: “Non mi sono pentita, rifarei tutto da capo”. Per lei un collaboratore di giustizia è “un ‘fallo’, fa un errore”. La sua posizione è stata giudicata troppo ambigua dalle giornaliste invitate al dibattito, che hanno abbandonato il tavolo dei relatori.

“La vita non è fatta di grigio e sfumature, ma di bianco e nero. Da una parte il bene, dall’altra il male. Non posso restare qui seduta ad ascoltare questa signora, tornerò quando avrà smesso di parlare”, ha affermato lasciando l’auditorium Marilena Natale, sotto scorta per i suoi servizi d’inchiesta sui clan. Per protesta le altre colleghe sono uscite con lei o hanno deciso di rimanere sedute, ma in platea: si tratta di Federica Angeli, sotto scorta dal 2013 per aver contribuito a scoperchiare la mafia ad Ostia, Ester Castano, che racconta le infiltrazioni della criminalità organizzata di stampo mafioso nel nord Italia, Marilù Mastrogiovanni, autrice in Puglia di articoli sulla Sacra Corona Unita e Angela Corica, che scrive di ‘ndrangheta.

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