L’accusa è di aver contribuito a causare il fallimento della cooperativa di cui era socio. Per questo, secondo il quotidiano Il Tirreno, la Procura di Firenze ha iscritto nel registro degli indagati anche il nome di Roberto Bargilli, detto Billy, autista del camper di Matteo Renzi al tempo della campagna per le primarie del Partito Democratico del 2012 ed ex assessore di Rignano sull’Arno (Firenze). L’inchiesta è quella sul fallimento della cooperativa “Delivery”, la società che aveva rapporti di lavoro con la “Eventi 6”, amministrata attualmente dalla madre e dalla sorella del segretario del Pd.

Nei giorni scorsi La Verità aveva scritto che militari della Guardia di Finanza hanno acquisito nella sede di “Eventi 6”, a Rignano, una serie di documenti per chiarire i rapporti tra le due società. Il legale di Tiziano Renzi, Federico Bagattini, aveva precisato che “nessuna azienda dei Renzi è stata perquisita” e nessuno degli amministratori della società che organizza eventi è indagato.

Il Tirreno ora rivela che sono invece iscritti sul registro degli indagati, con l’accusa di aver causato il fallimento della “Delivery” anche attraverso l’omissione del pagamento di imposte e contributi previdenziali, alcuni amministratori della cooperativa: oltre a Billy, sono accusati anche Simone Verdolin, Pasqualino Furii e Gianfranco Massone, tutti componenti della Delivery in vari periodi tra il 2009 ed il 2013.

Roberto “Billy” Bargilli è un amico di vecchia data di babbo Renzi. Furono eletti insieme consiglieri comunali a Rignano al tempo del Partito popolare italiano, il Ppi. Billy continuò a gravitare nella politica locale del comune toscano, fino a diventare, nel marzo 2017, assessore con deleghe a Sviluppo economico, Viabilità e Lavori pubblici, sebbene solo per pochi mesi. A chiamarlo fu il sindaco Daniele Lorenzini, medico personale di Tiziano Renzi, che è stato poi riconfermato primo cittadino alle elezioni amministrative di giugno 2017. Bargilli, però, è stato estromesso dalla squadra di governo. Ma la vera notorietà, per Billy, è arrivata nel 2012, quando fu chiamato da Matteo Renzi a guidare il camper con la grande scritta “Adesso!” sul fianco che l’avrebbe portato in giro per l’Italia durante la campagna per le primarie, poi vinte da Bersani.

Il nome di Roberto Bargilli era emerso anche negli atti dell’inchiesta Consip. È stato lui, infatti, a chiamare l’imprenditore e amico di Tiziano Renzi, Carlo Russo, dicendogli proprio a nome suo di non chiamarlo più sul cellulare, appena due giorni dopo l’inizio delle intercettazioni predisposte dalla Procura di Napoli.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Banca Etruria, liquidatore chiede 465 milioni agli ex amministratori. Tra i citati in sede civile c’è Pierluigi Boschi

next
Articolo Successivo

Delitto Sarah Scazzi, Cassazione: “Fredda pianificazione per restare impunita: nessuno sconto a Sabrina Misseri”

next