“Ma quale Fascistellum? Nella legge elettorale abbiamo introdotto i collegi, dove sia l’elemento fascista mi sfugge”. Matteo Renzi si scaglia pure contro il Fatto, dopo il titolo della prima pagina di mercoledì 11 ottobre, per difendere la legge elettorale in discussione alla Camera. “Leggo sui giornali che si parla di Fascistellum, è una cosa di una violenza verbale inaudita. È una torsione verso l’assurdo”, ha continuato il segretario Pd dal centro Congressi Roma Eventi, dove ha presentato il libro “Pd Davvero” con Piero Fassino ed Ezio Mauro.

Se l’ex direttore di Repubblica aveva definito in un editoriale come “un colpo di mano” la scelta di mettere la fiducia sul Rosatellum bis, Renzi ha replicato: “Non sono d’accordo, è una possibilità del dibattito parlamentare. La mise pure De Gasperi, ma spiegarlo a Di Maio e Di Battista sarebbe complicato, non vorrei lo prendessero per un dittatore venezuelano qualsiasi”, ha attaccato ancora, contro i due parlamentari pentastellati. “Il Rosatellum bis è un po’ meglio del Consultellum, ma non è il nostro modello”, ha concluso, spiegando come il modello istituzionale proposto dal Pd sia stato sconfitto con il referendum del 4 dicembre scorso. Per poi lasciare la presentazione, senza rispondere alle domande dei cronisti.

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