Che li conosciate, che li seguiate, che li amiate o che non suscitino in voi alcun interesse, gli sport elettronici saranno un fenomeno con cui dovrete relazionarvi da ora agli anni futuri. Un fenomeno che cresce giorno dopo giorno senza un apparente punto di arresto. Un mercato che parla ormai una lingua a nove zeri tra investimenti e profitti con sempre nuovi attori che fanno capolino. Non necessariamente già appartenenti all’ambiente, anzi: la nuova tendenza esprime la volontà di figure esterne agli sport elettronici di investire nel nuovo mercato o, quantomeno, di promuoverlo e sponsorizzarlo.

Un trend che testimonia quanto ormai gli Esports vadano al di là della semplice connessione con i videogiochi: nata come una costola di nicchia dell’impero videoludico, hanno ormai raggiunto la maturità per diventare un’entità fine a se stessa e indipendente dalla casa madre. Gli sport elettronici hanno varcato i confini della comfort zone in cui sono nati e si preparano a invadere la società come nuova disciplina, più o meno sportiva a seconda delle opinioni personali, che ha catturato Millennials e Generazione Z, ovvero quella fascia d’età che va dai giovanissimi ai 30-35enni: coloro che sono nati e cresciuti nel pieno della rivoluzione digitale e di internet.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Microsoft Paint va in pensione dopo 32 anni, anzi no

prev
Articolo Successivo

Attacco informatico a Unicredit, cari 400mila correntisti state sereni!

next