Nomi, cognomi e date di nascita sbagliate, numeri di tessere cresciuti vertiginosamente e addirittura iscritti al partito ormai defunti. Quando il congresso è ormai alle porte, il tesseramento con il morto fa scattare il commissariamento del circolo Pd di Ribera in provincia di Agrigento. Lo ha deciso il segretario siciliano dei dem, Fausto Raciti. “Non vorrei però – dice – che alcune notizie siano frutto di polpette avvelenate, lasciate sul campo da chi vuole sporcare l’immagine del Pd, magari avendolo già lasciato”.

La decisione arriva dopo che la Commissione provinciale per il congresso ha segnalato “anomalie nell’anagrafe degli iscritti”, che riguarderebbero qualche dozzina di tessere. Il circolo di Ribera è guidato da Nino Tornambè, che ammette la presenza di qualche anomalia, ma chiama in causa il partito, secondo lui responsabile di aver gonfiato il numero degli iscritti. E in queste ore il segretario provinciale di Agrigento, il renziano Giuseppe Zambito, sta procedendo al controllo dell’anagrafe, non soltanto a Ribera. Ieri infatti il partito aveva congelato le liste in quattro città: oltre a Ribera, anche Agrigento, Sciacca e Canicatti. La commissione per il congresso ha quindi avviato una verifica su più un migliaio di nominativi.

A raccontare delle anomalie di Ribera, è stata l’edizione palermitana di Repubblica. Nella città agrigentina, infatti, anche Santo Tortorici, storico esponente comunista, ex deputato all’Assemblea regionale siciliana e per 15 anni sindaco di Ribera, figura nell’ultimo elenco degli iscritti al Pd. La sua tessera porta la data del 24 febbraio del 2017. Solo che Tortorici è morto nel maggio scorso a 90 anni. Nove mesi dopo la morte, però, avrebbe rinnovato la sua tessera del Pd.

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