“L’8 marzo niente feste né caramelle. L’8 marzo scioperiamo, sia dal lavoro produttivo sia da quello riproduttivo”. Le femministe italiane sono riunite a Bologna per una due giorni di confronto e dibattiti in vista del prossimo 8 marzo. Quel giorno è infatti annunciato, in occasione della tradizionale Festa della donna, una mobilitazione in diverse parti del mondo. A Bologna, sotto la bandiera della rete ‘Non una di meno‘, si sta scrivendo la piattaforma programmatica di quello sciopero. “Fermarsi dal lavoro riproduttivo – spiega Beatrice Busi, attivista del collettivo bolognese Atlantide – significa fermarsi per rendere visibili tutti quei lavori domestici e di cura che le donne svolgono, molte volte senza essere retribuite”. Le oltre mille attiviste femministe giunte da tutta Italia rigettano il racconto della violenza sulle donne imperante sui media italiani. Una violenza vista dai giornali come raptus e non come problema strutturale della società italiana. “I femminicidi sono solo la punta di un iceberg”, dice Silvia, un’attivista romana. “Non ci piacciono le idee come la pena di morte o la castrazione per gli stupratori”, spiega Anna della Casa delle donne per non subire violenza che da anni opera proprio a Bologna. “Ci vogliono più diritti per le donne non repressione”, le fa eco Chiara, una militante toscana. Intanto per lo sciopero del 8 marzo le donne lanciano un appello ai sindacati confederali: “Aderite al nostro sciopero, per ora lo hanno fatto solo quelli di base”’

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