I particolari non sono ancora noti, ma per il Viminale un tunisino di 32 anni, per cui oggi è stata decisione l’espulsione dall’Italia, era entrato in collegamento indiretto con l’attentatore di Berlino Anis Amri, ucciso a Sesto San Giovanni durante un controllo di polizia il 23 dicembre scorso. Il foglio di via è stato firmato dal ministro dell’Interno Marco Minniti per motivi di sicurezza dello Stato. L’uomo è stato espulso oggi dal Cie di Torino dopo “le indagini svolte dai servizi di sicurezza e di prevenzione, anche in ambito internazionale”. Avreb tenuto contatti con un estremista connazionale, membro dell’Isis, a sua volta entrato in collegamento con l’attentatore di Berlino.

Quella di oggi è la terza espulsione del 2017. Salgono così a 135 i soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso espulsi con accompagnamento alla frontiera dal gennaio 2015 ad oggi. Il tunisino, dimorante ad Ancona, informa il Viminale, “era già segnalato per la sua significativa propensione alla violenza e denunciato all’autorità giudiziaria nel marzo 2015 per rapina e lesioni personali aggravate. “Dall’analisi della sua pagina Facebook sono poi emersi contenuti di natura palesemente jihadista, accompagnati da proclami e da immagini inneggianti allo Stato Islamico”. Rintracciato a Falconara Marittima (Ancona) lo scorso 24 dicembre mentre vagava senza fissa dimora, è stato trasferito presso il Cie di Torino ed oggi è stato rimpatriato dalla frontiera aerea di Malpensa con volo diretto a Tunisi.

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