Perfino l’Italikos
Poteva mancare l’Italicum un po’ meno Italicum? Ecco l’Italikos, chiamato così dai proponenti, tutti di prima fila nel Pd: il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il presidente del partito Matteo Orfini e il capo della loro corrente al Senato, Francesco Verducci. Si tratta di una seconda proposta dei Giovani Turchi.

L’Italikos prevede l’eliminazione del ballottaggio e l’attribuzione di un premio di 90 seggi alla lista più votata, un modo per garantire la governabilità senza la stortura di un premio di maggioranza dato a una possibile minoranza, allo stesso tempo “evitando – dicono i proponenti – il rischio di un ritorno alle coalizioni pre-elettorali coatte”. Il premio di governabilità di 90 seggi andrebbe alla lista che ha conseguito il maggior numero di voti e che abbia ottenuto almeno il 20 per cento dei voti validi. Il premio non eccederebbe quindi il livello massimo raggiungibile al primo turno sulla base dell’Italicum attuale dove, come è noto, il premio può arrivare a circa il 14% nel caso la prima lista consegua il 40% dei voti. Non si andrebbe quindi oltre i 340 seggi. “Al di sotto di quel livello – si legge ancora nella presentazione della legge – la formazione di una maggioranza richiederebbe una coalizione con uno o più partiti minori“. Ma non grandi coalizioni. Se invece la lista più votata ha già 340 seggi, non scatta nessun premio.

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Italicum, dal Mattarellum 2.0 al francese: quali sono le alternative alla legge elettorale che ora nessuno vuole più

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