Tra gli scarti di lavorazione edile, amianto frantumato, residui di produzione tessile spuntano anche documenti personali dell’avvocato Nicola Perrino, presidente del consiglio comunale, in quota Ncd-Ap. La giunta è a guida Pd ed Area Popolare. Siamo ad Afragola in località Cinquevie. Una stradina, a poche centinaia di metri dalla stazione dell’alta velocità in costruzione, ricolma di pattume anche tossico. E in mezzo a immondizia di ogni genere ilfattoquotidiano.it ha trovato bollette, riviste, fatture, estratti conto, materiale con un’unica intestazione: Nicola Perrino con tanto di indirizzo di residenza. L’altro nome che compare è quello della moglie del presidente del consiglio comunale. Perrino di professione è avvocato. Come è possibile che documenti, quasi tutti sigillati ancora, siano finiti in una discarica abusiva? Di certo non sarebbe arrivati in quel luogo, crocevia di smaltimenti illeciti, rispettando una corretta filiera di raccolta differenziata. Come sono finiti in quel posto? Tra i documenti, come mostrano le immagini, addirittura c’è una deliberazione del consiglio comunale di Afragola con un oggetto che restituisce alla vicenda un connotato da farsa: “Servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani differenziati e indifferenziati, compresi quelli assimilati, e altri servizi di igiene pubblica”.

Le fatture emesse risalgono al 2012, sono quelle dello studio legale di Perrino; poi ci sono riepiloghi bancari di diversi istituti di credito, riviste intonse e documenti contabili datati anche 2016. “Tra le porcherie che inquinano quel luogo – denuncia Enzo Tosti, attivista e presente durante il nostro sopralluogo – il ritrovamento di questi documenti è incredibile. Ora il presidente del consiglio comunale spieghi le ragioni. Perché si trovano in quel posto?”.

Al telefono Nicola Perrino è sorpreso e a ilfattoquotidiano.it spiega: “Ho sempre smaltito in modo regolare, farò opportune verifiche anche perché si tratta di documenti personali, mi informerò e capirò come stanno le cose”. Capire in particolare dove si è inceppata la filiera del riciclo e come sia stato possibile che documenti, così privati, siano finiti in quel luogo.

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