Vivace botta e risposta a DiMartedì su La7, tra il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio e il direttore di Radio Capital Vittorio Zucconi sulle conseguenze della vittoria del No al referendum costituzionale. L’editorialista di Repubblica afferma che vedere esultare Matteo Salvini il 5 di dicembre gli fa “venire il mal di pancia”. Di contro Travaglio replica facendo una lunga lista di sostenitori del Sì, altrettanto indigesti, perché intenti a “difendere la poltrona in una riforma che è tipicamente di casta”. “Cosa rappresenterà il No il giorno in cui si divideranno le spoglie della vittoria? – ribatte Zucconi – che tipo di Italia avranno?”. “Il referendum non è la scelta di un’alleanza di governo e non è detto che chi ha votato debba mettersi d’accordo per fare un governo – precisa Travaglio -. Se io penso che la terra gira intorno al sole e scopro che anche Totò Riina è d’accordo, cosa devo fare, schierarmi con Tolomeo soltanto per non essere d’accordo con lui?”. Zucconi è convinto che Renzi non potrebbe sopravvivere politicamente alla vittoria del No: “Il presidente Renzi sarebbe comunque svuotato dai poteri quindi ci arriva da perdente, di conseguenza ci sarà una crisi se vince il No”, tesi rifiutata dal direttore de Il Fatto Quotidiano: “Io ricordo che ci dicevano che Monti era l’ultima spiaggia. Dopo: il dramma. Noi dovremmo accettare di infilare nella costituzione 47 articoli scritti in ostrogoto che creeranno dei danni irreparabili soltanto per mantenere a Palazzo Chigi un signore che c’è andato senza che l’abbia mandato nessuno? Renzi deve occuparsi dei veri problemi del paese che non dipendono minimamente dalla Costituzione”

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