Tappa emiliana per il TreNo tour, il viaggio che i parlamentari del Movimento 5 stelle stanno facendo da nord a sud dell’Italia, per convincere i pendolari a votare No al referendum costituzionale. Sul convoglio delle 19.41 diretto da Ferrara a Bologna, però, i 5stelle si devono accontentare di un vagone semivuoto. “In certi orari ci sono meno persone – commenta Alessandro Di Battista – ma stamattina ce n’erano tante, anche perché hanno cancellato un po’ di treni. Niente volantini, in treno non si può. Però parliamo con le persone e cerchiamo di spiegare loro quali sono le nostre opinioni sulla riforma costituzionale”. Con lui diversi deputati e senatori, da Carlo Sibilia a Paola Taverna e Michela Montevecchi. “Muoversi in questo modo – continua Di Battista – consente innanzitutto di fare campagna elettorale a basso costo, e poi di conoscere tante persone e avere sempre in mente quando entri in Parlamento qual è il mondo reale”. I viaggiatori si contano sulle dita di una mano. Tra questi una signora, che guarda incuriosita “Non lo conosco Di Battista, non l’avevo mai visto. Ma io non guardo la tv”. Un’altra in fondo al vagone ascolta i discorsi sulla riforma. Ma non ha bisogno di essere convinta. “Voterò No. Avevo già deciso”. Dopo circa un’ora, il treno si ferma a Bologna, dove Di Battista è atteso a un comizio: qualche selfie e poi via verso il palco. “Se dovesse vincere il no il Parlamento modificherà la legge elettorale per andarci contro. Cambiano le regole del gioco in base alle loro convenienze. E questi sarebbero i nuovi padri costituenti?”

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Voto italiani all’estero, Alfano nega il rischio brogli: “Si è sempre votato con regolarità”

prev
Articolo Successivo

Riforme, Renzi: “Col referendum abbiamo messo insieme Berlusconi e Magistratura democratica”

next