“Mi va bene che si faccia polemica su di me, ma in Emilia Romagna il terremoto è stato gestito e i primi protagonisti sono stati i cittadini. È giusto avere rispetto per loro”. Così il neo-commissario alla ricostruzione Vasco Errani risponde alle critiche sollevate da diversi quotidiani sulla bontà del ‘modello Emilia‘. Modello esaltatalo anche dal presidente Matteo Renzi accanto ad Angela Merkel a Maranello e che oggi invece proprio Errani in conferenza stampa a Palazzo Chigi, ridimensiona: “Non c’è un modello da seguire, è da stolti pensarlo”. “So cos’è un terremoto – ha sottolineato Errani – e chi conosce questi eventi sa che viene prima la credibilità di chi vive quel problema e quelli delle persone che hanno vissuto un sisma. E anche sui dati della Regione Emilia Romagna resi noti a quattro anni dal sisma, sulle infiltrazioni mafiose negli subappalti (sulle quali ci sono inchieste in corso) e sulle promesse mancate replica: “Non ho la bacchetta magica, qui non si fanno miracoli. Lasciamo stare l’Emilia, giudicate me. Per i map sono rimasti 180 nuclei nel giro di qualche settimana si risolverà. Andate lì, vedete e sentite, non è finito, certo abbiamo ancora problemi nei centri storici, d’altra parte ricostruire i centri storici richiede un impegno di medio periodo. Nemmeno Mago Zurlì può ricostruire in pochissimi anni la devastazione nei centri storici e se ci sono state infiltrazioni nella ricostruzione, è bene che si denuncino”  di Manolo Lanaro

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