Barbara Olivi, è una italiana, ex imprenditrice romagnola da anni trasferitasi a Rocinha, una delle favelas più pericolose di Rio de Janeiro. Tra le case fatte di mattoni e le fogne a cielo aperto, Barbara dirige una associazione, “il sorriso dei miei bimbi” che offre assistenza ai bambini. Per lei Olimpiadi non rappresentano una opportunità ma un pericolo in più, semmai ce ne fosse bisogno. Tre settimane che, secondo i volontari che con lei operano tra ultimi della terra, ricadranno economicamente sulle tasche dei cittadini, già stremati e al limite della sopravvivenza. “Le Olimpiadi per questa favela, sono inaccessibili”

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