Intrappolati dalle fiamme che fanno 13 morti e sei feriti. Torna l’incubo a Rouen, la città del nord della Francia teatro dello sgozzamento del parroco di Saint Etienne du Rouvray per mano jihadista.

Ma, secondo la polizia, l’incendio che ha devastato il locale notturno “Cuba Libre” di avenue Jacques Cartier si è sviluppato per cause accidentali

Nelle oltre tre ore in cui i Vigili del Fuoco cercavano di domare le fiamme, recuperare le vittime e soccorrere i feriti, in città e in tutto il paese si è diffusa la psicosi di un nuovo attentato messo a segno dai sicari di Daesh, ma dopo aver sentito i testimoni e dopo i primi sopralluoghi, gli investigatori hanno escluso l’origine dolosa della tragedia.

Scampato il rischio attentato, rimane lo strazio per le vittime e i feriti, che sono in condizioni gravissime: tutti giovani fra i 18 e i 25 anni. E rimangono gli interrogativi su come sia potuto succedere: secondo le prime ricostruzioni, attorno a mezzanotte le fiamme sono divampate nella cantina del pub che subito si è trasformato in una trappola di fumo e fiamme.

A quanto si apprende, il fuoco ha subito attaccato il soffitto insonorizzato del locale che ha preso subito fuoco sprigionando gas venefici e i pompieri, accorsi in forze sul luogo dell’incendio, hanno impiegato più di mezzora per domare il rogo e fare ingresso nel locale. Una volta dentro però hanno trovato 13 corpi senza vita ancora da identificare e sei feriti in gravi condizioni, soccorsi sul posto prima di essere tradotti negli ospedali cittadini.

I testimoni sono stati portati in questura per provare a ricostruire l’accaduto a partire da eventuali responsabilità.

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