“Il Movimento 5 stelle è un partito che ha davanti un chiaro sentiero verso la vittoria, ma nozioni ambigue su cosa fare se vince”. “Sono popolari e favoriti, ma impreparati a governare”. “Il M5s ha un programma segnato da ambiguità e cinismo”. Così il settimanale britannico The Economist è tornato ad analizzare il Movimento dopo che a inizio luglio aveva dedicato parte della sua storia di copertina (“The italian job – Europe next crisis”) ai grillini, paventando il rischio che per loro ci fosse la strada spianata per il governo. Questa volta lo spunto è stata la vittoria della sindaca Chiara Appendino a Torino.

“La difficile prospettiva economica è una delle ragioni per cui alle scorse Comunali” Appendino “ha posto fine a 23 anni di governo del centrosinistra”nel capoluogo del Piemonte, scrive The Economist allargando poi il raggio a tutto il Movimento. “Il suo più grande vantaggio ad attrarre sia a destra sia a sinistra”, osserva il settimanale londinese spiegando come questa particolarità renda i 5 Stelle “molto efficaci” in un sistema a doppio turno. E, ricorda The Economist, grazie alla nuova legge elettorale l’Italia ha un sistema a doppio turno “non solo a livello locale ma anche nazionale”.

Ma, sottolinea il giornale d’Oltremanica, “il M5S è impreparato a governare. I suoi impulsi di destra e di sinistra sono in tensione” e, “peggio, gli sforzi del Movimento per stimolare gli input dai cittadini sono, sebbene lodevoli, hanno lasciato il loro programma in un groviglio di ingenuità, ambiguità e cinismo”, scrive The Economist facendo alcuni esempi: “La loro politica estera è pervasa di anti-americanismo” laddove sul piano economico viene proposto un referendum sull’euro che “può essere incostituzionale”. Ma, “coerenti o meno, i 5 Stelle sono popolari e, al ballottaggio, secondo i sondaggi vincerebbe. E l’Italia potrebbe ritrovarsi a dare più potere al suo governo solo per eleggere un partito che non ha idea di come usarlo”.

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