Sempre più si vedono donne che hanno fatto del loro corpo un biglietto da visita, soprattutto nello showbiz. Sono donne che oltre ad avere talento hanno saputo valorizzare fisicità. Alcuni nomi? Jennifer Lopez ad esempio, che ha assicurato il suo lato B o Beyoncé che ha fatto delle sue curve motivo di vanto. La famosa taglia zero non è per loro un obiettivo da raggiungere né un qualcosa a cui aspirare. Di stereotipi femminili e di barriere psicologiche i media sono i più grandi generatori. Basta sfogliare una rivista a caso ed ecco una serie di proposte allucinanti come “dimagrisci cinque chili in una settimana: la dieta lampo per essere in forma per l’estate” oppure consigli di qualche pseudo guru della moda che ti suggerisce di diventare una 38 o 36 altrimenti è meglio chiudersi in casa. Alla faccia delle ossessioni c’è chi ha scelto di assecondare la sua fisicità e proseguire il suo percorso artistico. Adele, a Oprah Winfrey a Beth Ditto. Poi c’è chi della fisicità “non convenzionale” ha fatto un punto di forza come Kim Kardashian e le sorelle che grazie ai loro reality sono diventate famose in tutto il mondo. Donne non ossessionate dalla magrezza ce ne sono molte. Solo in questi giorni dopo l’ennesimo articolo di bodyshaming è stato lanciato su twitter l’hashtag #iodonnaconglishorts e tantissime ragazze hanno postato le loro foto. Donne comuni che hanno altro a cui pensare che rientrare in una determinata taglia. Donne libere di viversi serenamente, donne in grado di capire che la bellezza non è una questione di taglia.

Per una certa categoria femminile è inconcepibile sapere che c’è chi mangia i carboidrati con serenità sentendosi bene nel proprio corpo. Eppure, bisognerebbe farsene una ragione. I tempi de “il diavolo veste Prada” sono finiti, anche in redazione a Vogue Italia ci sono donne che superano la taglia 38. Solo recentemente Jennifer Aniston nel suo blog dopo l’ennesimo articolo che la dava incinta ha scritto “Non sono incinta. Ho solo mangiato troppo” e a proposito di stereotipi ha precisato che “una donna non può essere definita solo in base al suo stato civile o alla maternità. Siamo complete con o senza un compagno, con o senza un figlio”. Perché le donne a volte sono le prime nemiche delle donne. Donne ingabbiate da pregiudizi che sfogano frustrazioni sugli altri, non sapendo di essere le prime prigioniere di se stesse.  Ecco quindi che viversi in leggerezza diventa all’improvviso un manifesto di libertà e serenità.

 

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