Seduta infuocata in Senato sul disegno di legge per l’introduzione del reato di tortura. Dopo la commemorazione per le vittime della strage di Nizza, Lega Nord, Forza Italia ed il gruppo ‘Conservatori e Riformisti’ hanno chiesto la riunione dei capigruppo per interrompere l’iter di approvazione del provvedimento: “In un momento di emergenza sicurezza, causata dal terrorismo, non si può approvare una legge contro le forze dell’ordine” è stata la tesi portata avanti dal Carroccio. Alla ripresa dei lavori i senatori di Sinistra Italiana, De Petris e De Cristofaro, hanno polemizzato con il presidente del Senato Grasso reo di non aver dato la parola, prima dell’interruzione dei lavori, a chi si opponeva alla tesi dei partiti di centrodestra; ed accusato il Partito Democratico di non essersi schierato contro chi “strumentalizza i morti di Nizza per affossare una legge che l’Italia aspetta da ventiquattro anni”. Il Presidente dei Senatori del Partito Democratico, Luigi Zanda promette di riportare il provvedimento in Aula “prima della pausa estiva”, ma presto gli animi si accendono e volano insulti nell’Aula di Palazzo Madama, mentre tra i banchi del Governo si aggira il solo sottosegretario Pizzetti. Il PD vota contro anche la proposta del Senatore Carlo Giovanardi ed alla fine, con il solo voto contrario si Sinistra Italiana e del M5S, passa la decisione di accantonare il provvedimento
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