Seconda parte della polemica agguerrita tra l’esponente del Pd, Livia Turco, e il deputato del M5S, Danilo Toninelli, nel corso di Omnibus, su La7 (qui la prima parte dello scontro). Turco con grande accaloramento accusa il M5S di lassismo nella vicenda Mafia Capitale a Roma: “La cosa vergognosa, e questo riguarda anche voi del M5S, è che chi è stato in Consiglio Comunale non ha visto il giro di soldi legato alla criminalità. Anche voi siete complici di Mafia Capitale“. Si scatena la bagarre e Toninelli ammonisce: “Non si permetta di affiancare una forza onesta con una classe dirigente nuova a Mafia Capitale, che avete creato voi. Questa è una affermazione da querela, si vergogni. Hanno pure arrestato metà della vostra amministrazione”. L’ex ministro Pd difende poi la sua storia: “Io mi sono sempre fatta un culo così. Sempre. Vengo da una famiglia operaia, non mi sono mai arricchita con la politica perché, quando ero parlamentare, rinunciavo a una parte del mio stipendio a favore di un grande soggetto collettivo. Quindi, i suoi discorsi non mi mettono minimamente in imbarazzo”. “Non parlo di lei, ma del suo partito”, precisa Toninelli, che ricorda la morosità della storica sede romana del Pd in via dei Giubbonari. “Anche il mio partito ha cambiato regime” – replica Turco, che poi si abbandona alle lacrime quando menziona lo stato di indigenza di molti italiani – “Leggete il programma di Giachetti: va dalle buche alle persone che prendono roba dai cassonetti. Scusate, ma questo per me è il dramma. E’ qualcosa che mi dà un pugno nello stomaco. Ma di che politica parliamo se non risolviamo questi problemi?”. “Eh, e chi l’ha creata questa situazione?“, chiede il deputato pentastellato. E Turco si infuria: “Ma la smetta! C’è una crisi economica mondiale. La differenza tra me e lei è che io le ho posto un problema enorme e lei mi risponde con la propaganda”

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