Polemica rovente tra il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il giornalista del Sole 24 Ore, Daniele Bellasio, durante L’Aria che tira (La7). Il dibattito deflagra, quando l’ex sindaco di Bari attacca Matteo Renzi e Giorgio Napolitano per il loro invito all’astensione al voto, definendolo “illegale” e citando una sentenza del 1985 della Corte di Cassazione. E precisa: “Il governo ha scatenato una guerra civile, al punto che qualcuno ha detto, sbagliando, che è diventata una questione politica. Ma non certo per colpa delle Regioni, bensì del presidente del Consiglio che, nel suo invito all’astensione, ha trascinato dentro questa storia anche Napolitano“. Gli ospiti in studio, e in primis Bellasio, dissentono, ma Emiliano continua il suo intervento, citando l’art. 98 del testo unico delle leggi elettorali per la Camera. Bellasio ricorda a Emiliano che Napolitano è maturo abbastanza per non farsi convincere da Renzi a incentivare l’astensione dal voto. Poi osserva: “Il presidente Emiliano aspira chiaramente a essere uno dei possibili candidati alla segreteria del Pd“. “Ma non rispondo ai troll” – replica il politico pugliese – “Vado al cuore della questione”. Il giornalista insorge, si toglie gli auricolari e minaccia di abbandonare la trasmissione. Emiliano prosegue il suo intervento, invitando a votare per il sì al referendum, chiedendo scusa a Bellasio e precisando che per lui “troll” non è un’offesa. E dopo svariati minuti di discussione, spiega: “Non aspiro assolutamente alla segreteria del Pd, sono presidente di una Regione da 9 mesi e sto rispettando il mio mandato elettorale, in cui c’era scritto che avrei partecipato a iniziative contro le trivellazioni. Sto facendo il mio lavoro. Lei dice di essere un giornalista indipendente, ma dalla sua domanda è evidente che sta cercando di buttarla in vacca, perché qui stiamo parlando del mare e non del congresso del Pd”

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