Una bomba e quindici autobus incendiati. È il bilancio delle intimidazioni subite in pochi mesi in Calabria dalle aziende di autolinee. A Locri, in provincia di Reggio, è stata colpita la ditta “Federico” che, in una sola notte, ha dovuto registrare un danno di circa un milione e mezzo di euro.  “Negli ultimi cinquant’anni – si sfoga il titolare Aldo Federico – abbiamo subito tante intimidazioni. Ma sino ad oggi non abbiamo mai scoperto nessun responsabile. Negli ultimi 30 mesi abbiamo perso 28 autobus“. A Crotone, invece, un ordigno ha danneggiato la saracinesca del gruppo “Romano”. Per quest’ultimo episodio è stato arrestato un dipendente della stessa azienda che è stato filmato dalle telecamere di video-sorveglianza proprio nel momento in cui piazzava la bomba. “Operare in Calabria è più difficile che in altri posti d’Italia – spiega Dino Romano, amministratore dell’azienda e segretario regionale dell’Anav -. Ci dobbiamo confrontare anche con questo tipo di problemi. Quanto successo alla ‘Federico’ può significare mettere in ginocchio un’azienda ma anche un territorio. Noi abbiamo subito una serie di intimidazioni tra incendi di autobus e colpi di pistola in ufficio”. “Non immaginiamo di avere di noi stessi una visione eroica, – aggiunge il presidente del gruppo Ezio Romano -, ma neanche di vittime. Vogliamo essere uomini che lavorano normalmente nella loro terra. Non arretriamo“. La ‘ndrangheta? “Le aziende calabresi hanno 80-90 anni di storia – sottolinea il segretario regionale dell’Anav – .Per questo escludo che ci siano infiltrazioni. È ovvio che questa situazione possa mutare”

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Seborga, “colpo di Stato” nel Principato che non c’è. Marcello I rientra d’urgenza da Dubai: “Occorre reagire subito”

prev
Articolo Successivo

Animalisti vs Cruciani, il giornalista di Radio24: “Io coniglio? Me ne fotto. Loro sono andati via all’arrivo della Digos”

next