“E’ evidente che questo governo, con il doppio attacco alla legge d’Iniziativa popolare e con il ‘Testo Unico Madia‘, ha deciso di chiudere con l’anomalia referendaria: cioè con quella straordinaria ondata di partecipazione che ha detto che esistono dei beni comuni e che il mercato non può essere l’unico regolatore sociale”. Marco Bersani, esponente del Forum dei Movimenti italiani per l’acqua, insieme al collega Paolo Carsetti e alle deputate Serena Pellegrino di Sel e Federiga Daga del Movimento 5 Stelle in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati sullo stato dei lavori della proposta di legge sull’acqua pubblica, annuncia battaglia al Partito democratico che in Commissione Ambiente a Montecitorio, ha tolto dal testo l’obbligo di gestione pubblica dell’acqua. “Chi fa la guerra all’acqua non verrà lasciato in pace e pubblicheremo il comportamento di ciascun parlamentare. Chi dice che non vi è la privatizzazione dell’acqua o non ha letto il testo o mente sapendo di mentire” afferma Bersani. I Movimenti attaccano anche il ministro Marianna Madia: “Il decreto al testo unico degli enti locali reintroduce le norme abrogate dal referendum sulla gestione dei servizi ai privati, in totale contrasto con la volontà referendaria e con le pronunce della Corte Costituzionale che nel 2012 hanno bloccato un tentativo simile perpetrato dall’allora governo Berlusconi. Si tratta di un fatto grave e che sta passando sotto silenzio, per questo chiederemo le dimissioni della Madia”

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