In una sparatoria nella periferia di Burns nell’Oregon (Usa), il 26 gennaio scorso la polizia federale ha ucciso uno degli allevatori che protestano dal 2 gennaio contro il divieto di pascolo e caccia nei terreni demaniali. La vittima si chiamava Robert “LaVoy” Finicum, 55 anni, proprietario di un ranch, che fin dal principio della protesta è stato considerato il portavoce del gruppo di ribelli. Cinque agenti dell’FBI sono finiti sotto inchiesta per aver mentito alle autorità sull’uccisione dell’uomo. Secondo Greg Bretzing, agente speciale incaricato dell’ FBI a Portland, non è ancora chiaro chi abbia sparato, mentre lo sceriffo della vicina contea di Grant, Glenn Palmer, ha descritto l’operazione di polizia definendola un agguato. Il filmato mostra due diverse angolazioni sincronizzate. Le riprese fatte con un cellulare dall’interno del automezzo della vittima e quella aerea dell’FBI. Ad ora, il procuratore ha giustificato l’operato degli agenti ritenendo che l’atteggiamento del sospettato stesse mettendo in pericolo la loro l’incolumità. Stando la versione degli agenti, Finicum continuava a muovere le mani nella tasca, rendendo ipotizzabile la presenza di un’arma da fuoco. Il video girato con il cellulare all’interno del cassonato hanno mostrano Finicum ignorare ripetutamente gli ordini della polizia ed evitare intenzionalmente il posto di blocco. Tentativo che ha portato il pick-up fuori strada dove la neve lo ha bloccato. Sceso dal mezzo, l’uomo è stato raggiunto dai colpi dei federali

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