Se qualcuno dovrà stringere la cinghia all’interno del gruppo Volkswagen, questo non sarà il marchio Audi, che invece anche nel 2016 investirà ben 3 miliardi di euro. Lo ha annunciato l’amministratore delegato Rupert Stadler durante la conferenza stampa di fine anno, confermando anche l’arrivo della inedita Suv compatta Q2 (nella foto, la concept Crosslane Coupé, Salone di Parigi 2012) e della nuova generazione della Q5. Del resto, di tutti i marchi del gruppo di Wolfsburg, escludendo la “gallina dalle uova d’oro” Porsche, Audi è quello che se la passa meglio, che fa da traino alle vendite e che è stato solo sfiorato dal “dieselegate”. Il taglio agli investimenti complessivi del Gruppo, da 13 a 12 miliardi, non lo riguarderà, perché per rimanere all’avanguardia della tecnica non ci si può mai fermare. Certamente anche i Quattro Anelli avranno bisogno di una bella lucidata, sotto forma di ottimizzazione di processi produttivi e dei costi, ma non subiranno alcuna ripercussione, anzi. Sarà proprio la sede centrale di Ingolstadt, insieme allo stabilimento di Neckarsulm, a catalizzare la metà dell’investimento complessivo.

Fondi che serviranno anche a fare nuove assunzioni nei settori chiave per lo sviluppo dei prodotti futuri: trazione alternativa, costruzione leggera con materiali compositi e infotelematica. Tecnologie che serviranno pure per finire di sviluppare la Suv elettrica previsto per il 2018, quella Q6 e-tron che dovrà fare concorrenza diretta alla Tesla Model X. Ma l’impegno di Audi si amplierà anche sul resto della gamma, che entro il 2020 dovrà raggiungere le 60 versioni, coprendo praticamente ogni nicchia di mercato. Durante il suo intervento, Stadler ha pure ribadito anche l’importanza della guida autonoma, ricordando la recente acquisizione del servizio mappe Here – insieme a BMW e Daimler – della quale è stato ufficializzato il costo, pari a 850 milioni di euro. Tutto bene, dunque? Sì, a parte il fatto che la costruzione della nuova galleria del vento è stata rimandata di un anno dal Consiglio di amministrazione, ma considerando lo scenario globale del Gruppo, non appare come una decisione preoccupante.

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