L’ex patron di Fondiaria-Sai, Salvatore Ligresti, è stato condannato a 2 anni e mezzo di reclusione con l’accusa di corruzione al processo d’appello sull’urbanizzazione dell’area Castello a Firenze. Stessa condanna per l’ex assessore all’Urbanistica del Comune di Firenze Gianni Biagi, per l’architetto Marco Casamonti e per l’allora funzionario di Fondiaria Gualtiero Giombini. Un anno e un mese la condanna inflitta all’altro ex assessore della giunta di Leonardo Domenici finito a processo, Graziano Cioni, accusato sempre per corruzione. In primo grado erano stati tutti assolti, tranne Biagi, che era stato condannato ad un anno per abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Secondo l’accusa Biagi ha favorito il gruppo Ligresti in cambio della possibilità di indicare alcuni tecnici e progettisti, mentre Cioni avrebbe assicurato appoggio chiedendo in cambio favori e una sponsorizzazione. Nel pieno dell’inchiesta, nel 2008, Graziano Cioni abbandonò la corsa per le primarie da sindaco di Firenze (poi vinte da Matteo Renzi).

L’area di Castello consiste in 168 ettari di terreno che nei progetti doveva essere edificato con varie infrastrutture tra aeroporto, autostrada e ferrovia di proprietà di Fondiaria. Qui, infatti, nei primi anni Ottanta era stata immaginata la nuova Firenze e, nel 2005 era stata firmata la convenzione tra Comune e Fondiaria-Sai. Nell’area erano previste case, negozi, alberghi, scuole, centro direzionale della Regione, uffici della Provincia e un parco pubblico da 80 ettari, tutto a spese di Fondiaria-Sai: un’operazione da un miliardo di euro. E nel 2008 l’ipotesi di ospitare qui il nuovo stadio con il progetto presentato dai fratelli Della Valle. Tutto tramontato dopo l’inchiesta e il processo che ha portato anche al sequestro dell’area terminato solo nel 2013.

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