Alla fine Vasco è salito sul palco allestito allo stadio San Paolo di Napoli, ed è stata festa per cinquantaseimila fan. Archiviate le polemiche degli organizzatori con De Laurentiis, polemiche che già avevano toccato anche Jovanotti, la musica è stata la vera e sola protagonista della serata di ieri. Vasco è stato il mattatore di uno show ad alto tasso di rock, che ha avuto nel sound potente della band che lo accompagna il motore, e proprio nel folto pubblico accorso la propria benzina.

È quasi inutile ricordarlo, visto che è un rito che si celebra negli stadi da decenni, ma i tour estivi di Vasco sono ormai diventati una vera e propria messa cantata, di cui il rocker di Zocca è officiante e divinità al tempo stesso. Le canzoni vengono intonate all’unanimità, proprio come in una messa, e la sua presenza sul palco è talmente straordinaria che potremmo ipotizzare questa messa officiata anche in sua assenza. Ieri, però, non era una serata come le altre, ma il ritorno di Vasco a Napoli, nello stadio San Paolo, dopo undici anni, non esattamente una bazzecola. Nonostante in molti in passato abbiano provato a polemizzare su una presunta preferenza di Vasco per il Nord Italia, con le tante date a San Siro, l’amore del Blasco per il nostro Meridione è cosa nota, come i passaggi pugliesi degli ultimi anni certificano.

Tornato quindi a Napoli dopo tanti anni, Vasco ha deciso giustamente di rendere omaggio a un suo collega e amico scomparso prematuramente negli ultimi mesi, dedicando la serata di ieri a Pino Daniele, tra gli applausi dei presenti: “Napoli è mille culure” ha esordito, citando il noto brano del cantautore partenopeo Napul’e’, “e io voglio dedicare questo concerto a un caro amico e un grande artista. W Pino Daniele”. Il concerto, backstage incluso, è stato integralmente ripreso da diciotto telecamere e diventerà parte del film Tutto in una notte, che racconterà il fortunato Live Kom ‘015.

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