“Per me non conta la vittoria, ma far ringoiare le cose ignobili che sono state dette su di me. C’è l’onorevole Rosaria Bindi, detta vezzosamente Rosy, che ha ritenuto di adoperare espressioni che vanno al di là delle sue competenze, espressioni che io ritengo diffamatorie e che configurano a mio parere in modo clamoroso un abuso di potere e una violazione dei diritti costituzionali”. Sono le parole del neopresidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ospite di 24 Mattino, su Radio24. “Questa campagna di aggressione politico mediatica sviluppata per mesi contro di me” – aggiunge – “sarà ricordata nei prossimi anni come la più infame delle aggressioni personali subita da un personaggio politico. Ma state tranquilli: chi vince, governa. Rilassiamoci, prima bisogna insediare la nuova Giunta, il Consiglio, gli organi, poi chi è interessato alla Severino si sottoporrà alla procedura prevista. E poi in caso di sospensione io farò ricorso. C’è già un precedente: la Corte d’Appello di Bari rigettò la sospensione reintegrando un consigliere regionale”. De Luca attacca chi chiede una sospensione immediata, come il M5S: “Per qualcuno doveva avvenire anche ieri o prima delle elezioni, siamo un Paese che è un circo equestre. Ci sono i grillini, poi, specializzati nel presentare ricorsi. Metteremo sulla loro lapide: ‘Presentarono mille ricorsi’, è l’unica attività politica che fanno. Noi ce ne andremo quando lo decideranno i cittadini elettori”. Il politico afferma di aver sentito Matteo Renzi e rincara: “Quando si parla dell’onorabilità di una persona bisogna misurare le parole. Impresentabili? Questa è un’altra grande imbecillità inventata in un Paese che ha bisogno di inventarsi una palla a settimana. Mentre qualcuno si baloccava con gli impresentabili inventati e finiti, i tangentisti e i ladri veri, come vediamo in queste ore, continuano a rubare. Ma per qualcuno l’importante è avviare dibattiti epici sugli impresentabili, la Severino, le palle e le pippe”. E sulla parodia di Crozza, ammette: “Da zero a 10 mi piace 11, è un maledetto che mi ha creato un problema di identità. A volte mi sembra di guardarmi allo specchio. Certo mi ha inibito l’uso di qualche parola, come ‘personaggetto’”  di Gisella Ruccia

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