Reportage di Francesca Nava per Piazzapulita (La7) sulle realtà contraddittorie del cosmo rom a Bucarest: la prima tappa è a Ferentari, il ghetto vero e proprio della capitale rumena, una zona ad alto rischio dove spadroneggiano la miseria e la piccola criminalità. Qui l’inviata intervista alcuni rom che vivono in baracche improvvisate. Uno di loro rivela: “Io ho vissuto un po’ in Italia e 8 anni in Spagna, vicino a Toledo, dove lavoravo nei campi. Sono tornato in Romania perché non c’è lavoro in Spagna”. E aggiunge: “I rumeni sono molto razzisti, ti urlano sempre ‘zingaro’. Qui viviamo male, in Europa si sta molto meglio. Qui in Romania mi sento come un cane randagio. In Italia mi sentivo un re”. Le telecamere si spostano poi su Craiova, dove risiede un rom che ha vissuto 15 anni a Roma e ora vive in una sontuosa villa. Mostra la sua auto da 36mila dollari, comprata negli Usa. Alla giornalista dice: “In Italia ho accumulato 60mila euro, chiedendo l’elemosina e risparmiando. Guadagnavo circa 100mila lire al giorno negli anni ’90, assieme a mia moglie e a mia figlia, che aveva circa 14 anni. Mandarla a scuola? Questo discorso del farla studiare mi fa davvero schifo. La scuola elementare basta per farsi un’immagine del mondo. Razzismo in Romania? Sì, ed è molto, ma molto più pressante di quello che c’è in Italia, in Francia e in Germania”. Altri rom della città lodano l’Italia: “Ci siamo stati 8 anni, era tutto bellissimo. Ci hanno dato una casa-container e i servizi”. La tappa finale è Busescu, villaggio lussuoso in cui vive l’élite dei rom, la comunità Kalderash, che comprende prevalentemente commercianti di metalli che si è arricchita

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